Nelle pieghe della notte barese si colgono colori, umori, sapori, suoni che vanno a comporre le molteplici identità del popolo che la vive. Sospeso tra una tensione metropolitana e un'indefinita radice locale, il volto della movida riserva alcune sorprese. Una di queste è il design degli interni di alcuni tra i più frequentati locali pubblici della città. Abbandonato il rigore minimalista, l'interior design tende ora a disegnare ambienti avvolgenti che esaltano le curve, amplificando gli aspetti decorativi e cromatici. Una tendenza che si potrebbe definire "femminile", avviata da alcuni dei più interessanti progettisti dell'ultima generazione che - riprendendo la sapiente ironia di Achille Castiglioni - sviluppano lavori che si confrontano con le complessità dell'abitare contemporaneo.
Non a caso ne sono protagoniste molte designer, che hanno potuto liberare la propria fantasia, la vocazione ludica, dalle maglie strette del minimalismo. Hanno rilanciato un'idea di progetto nel quale il gioco, di chiara derivazione pop art, sembra restituire agli spazi una identità meno fredda. In questa direzione si muove il Blanc de Noir, in corso Vittorio Emanuele, risto-bar disegnato da Mariolina Boffoli. (...)
Alle spalle del teatro Petruzzelli ci spostiamo in quella che sta emergendo come la cittadella del design per concentrazione di negozi e attività legate alla qualità creativa. Qui troviamo il Nessundorma, spazio polifunzionale realizzato da Olga Testini. (...)
Il nostro viaggio al termine della notte si sposta al Kabuki, sushi bar ridisegnato da Betta Capitaneo. (...) Risto-bar è ancora il Re Ferdinando (già Perini) in via Sparano. Lo ha progettato Franco Arbore: con la sapiente combinazione di ripiani in onice e di legni pregiati, conferma che la tendenza attuale del design non è questione di genere, ma una attitudine, una sensibilità che segna gli scenari della progettazione. Ne nascono ambienti permeabili, coerenti al senso di ciò che avviene nella città contemporanea: non più un sistema di scatole architettoniche rigide, piuttosto un flusso ininterrotto di merci, prodotti, servizi, informazioni. Un design che va trasformando rapidamente i vecchi spazi della Bari murattiana, ne sfuma i confini, rinnova il gusto dell'abitare.