Vista dall'alto, al di sopra dei paraventi che nascondono i lavori in corso, oggi la zona è una distesa di sterrati che si susseguono uno accanto all'altro, per più di un chilometro lungo la direttrice di via Melchiorre Gioia, e a colpi di pala meccanica si stanno trasformando in voragini per le fondamenta di (a partire da via Galvani verso il centro): il nuovo palazzo della Regione Lombardia, il parco Biblioteca degli alberi, il progetto Lunetta-Isola (più arretrato, verso via De Castillia), le torri e gli spazi espositivi della città della moda. Detto meglio, nello stesso ordine: tre sinuosi edifici a "s" sormontati di giardini pensili che conterranno una grande piazza coperta da una cupola e circonderanno una doppia torre di 160 metri (30 più del Pirellone), disegnati dall'architetto cinese della piramide del Louvre Leoh Ming Pei con l'architetto milanese Paolo Caputo. Poi un grande quadrato di verde e servizi progettato dall'olandese Mathias Lehner. Alle sue spalle la torre, le case e la nuova Stecca, firmati da Boeri e iniziati con le ruspe in azione il 25 aprile a chiudere malamente il lungo e irrisolto contenzioso coi comitati. Infine il lungo e vasto rettifilo della cosiddetta città della moda disegnata da Cesar Pelli, che parte da una piazza circolare sopraelevata circondata da palazzi e torri davanti alla stazione Garibaldi, scavalca Melchiorre Gioia accostando palazzi d'uffici, hotel, spazi espositivi, e arriva all'altezza di via Galilei, dove in seguito sorgerà un nuovo grattacielo del Comune di 150 metri (l'unico pezzo di piano non ancora assegnato per concorso). Tutto insieme, una quantità e qualità di interventi senza precedenti dal dopoguerra. (...)