«Il progetto di Renzo Piano per Sesto San Giovanni è una nuova città, in antitesi alla città di Caino, il cui sviluppo è mercantile, e in antitesi alla metropoli dove dilagano violenza e degrado». È un Guido Rossi scatenato quello che si è presentato ieri in Comune a Sesto San Giovanni, primo giorno da super consulente della pubblica amministrazione per il progetto di recupero delle aree ex Falck, di proprietà dell'immobiliarista piemontese Luigi Zunino.
Un discorso appassionato, quello di Rossi, ricco di citazioni dotte (dalla Bibbia a Gramsci), con una premessa importante: «Conosco Renzo Piano da una vita - ha chiarito l'ex presidente Telecom -, lo considero un artista nel campo architettonico ed urbanistico. Il suo progetto di trasformazione delle aree dismesse mi ha entusiasmato. C'è una città da realizzare seguendo un modello dell'abitare nuovo, di livello europeo, pur salvaguardo la memoria storica di Sesto».
(...) Lo sviluppo della Sesto nuova, prosegue Rossi, «dovrà essere all'insegna della collaborazione tra pubblico e privato, attraverso società miste per la gestione dell'energia, dei trasporti, dando un ruolo nuovo all'impresa». Perché, ci dice Antonio Gramsci, «la società civile non esiste in opposizione allo Stato». Rossi ha anche una precisa opinione di Milano: «È una città che non ha saputo rinnovarsi, da troppi anni è in fase di stagnazione. Basti pensare che la culla del futurismo non ha un museo d'arte moderna degno di questo nome. La violenza, inoltre, è in aumento, quindi Sesto può diventare un nuovo modello anche per la metropoli, magari trasferendo alcuni servizi pubblici che non possono più stare nel capoluogo». Il professore ha quindi spiegato che ha già avuto alcuni incontri con Renzo Piano, e proseguirà il lavoro nei prossimi mesi. Anche se l'incarico per conto della giunta è di un anno - per un totale di 50 mila euro - Rossi non esclude di continuare oltre questa data, tanto che ha concluso il discorso con una battuta: «Sono prigioniero del Comune».