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  Archivio Network , Non siamo dei gendarmi e collaboriamo con la Regione  

Non siamo dei gendarmi e collaboriamo con la Regione

 
Testata:
la Repubblica
 
Data:
28-04-2007
 
Autore:
Giorgio Rossini
 
 
Faccio seguito all'articolo apparso sul vostro giornale del 26 aprile 2007 dal titolo: "Box, palazzine & Co. Scacco al verde", a firma di Marco Preve.
Premetto che non ho rilasciato io alcuna intervista al giornalista, né ho dato alcuna autorizzazione a pubblicare parti di una relazione che abbiamo inviato al ministero per i Beni e le Attività Culturali e che lo stesso periodicamente richiede al fine di aggiornare il monitoraggio sulla situazione paesistica.
La pubblicazione di alcune parti di tale relazione rappresenta un atto di estrema gravità, in quanto essa è un documento interno all'amministrazione e pertanto ha carattere riservato.
Per questo motivo farò eseguire gli opportuni accertamenti alla ricerca di eventuali responsabilità da parte di chi ha divulgato o consentito la divulgazione di tali notizie.
Lo scopo della relazione che il ministero ci ha chiesto è quello di evidenziare i problemi del territorio, nei quali la Soprintendenza è stata coinvolta, spesso con esito positivo, talvolta senza ottenere i successi sperati. La relazione è stata mio parere utilizzata solo in una direzione, evidenziando, cioè, gli aspetti più critici della tutela. Questo aspetto, forse voluto (non certamente dal sottoscritto) tende a conferire alla Soprintendenza l'immagine di un "gendarme" nei confronti di Regione, province e comuni inadempienti. Sono enti che, a vario titolo, si occupano della gestione del territorio e, pertanto, risultano essere gli attori principali della tutela del paesaggio. Non è così che si contribuisce alla tutela. Sappiamo bene che il paesaggio non può essere congelato ed oggetto di conservazione tout court. La Convenzione Europea sul Paesaggio, sottoscritta a Firenze nel 2000 dagli stati aderenti all' Unione Europea, ce lo indica: non solo tutela ma valorizzazione e pianificazione orientata ad una migliore fruizione del territorio da parte dell' uomo che vi abita. Spesso un atteggiamento eccessivamente rigido porta a delegittimare le azioni positive, che si stanno conducendo in sintonia con gli enti locali, con i quali si dialoga e si collabora. L' evidenziazione degli aspetti critici vuole rappresentare un contributo alla risoluzione dei problemi. Nelle premesse della relazione, che l' articolo non ha voluto evidenziare, sono contenuti gli aspetti maggiormente positivi che sono maturati in diversi anni di collaborazione tra ministero e Regione Liguria. (...)
 
 
 

 

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