Una sala per il culto capace di ospitare 1.500 fedeli, che potrebbe superare i 1.000 metri quadri, con spazi separati per uomini e donne. Un parcheggio da almeno 500 posti. Bagni per l'abluzione prima della preghiera, collegati direttamente alla sala principale e che si svilupperanno su 400 metri quadri. E poi sale polivalenti, utilizzabili per la preghiera in caso di necessità, una biblioteca di oltre 80 metri quadri. Infine spazi verdi, campi da calcetto e strutture ricreative «come in un oratorio », dice Daniele Parracino del Centro di cultura islamica, ma aperti al pubblico grazie a una convenzione con il quartiere. Dopo il via libera della giunta, e in attesa dell'esame del consiglio comuna-le, comincia a prendere forma il progetto della nuova moschea, destinata a nascere su un'area in zona Caab di 52 mila metri quadri, concessa con una permuta dal Comune al Centro di cultura islamica.
Il progetto vero e proprio arriverà entro il 2008, ma sono già chiare le direttive su cui verrà sviluppato. «Il compito dell'architetto sarà mettere in pratica le idee della comunità », spiega il presidente del Centro islamico Parracino. In pole position per realizzare il progetto, su un'area edificabile di 6.000 metri quadri, per ora ci sono due architetti. Il libanese e musulmano Wahil Farraat, che vive a Mestre, e il bolognese Guido Moretti, già presidente della Commissione per la qualità architettonica e del paesaggio, che nei giorni scorsi ha visitato l'area Caab destinata alla nuova moschea. Anche se fin d'ora sembra quasi certo che sarà Farraat a occuparsi del progetto: «È un fratello che ci dà una mano - spiega Parracino - e questo ci permetterebbe di ridurre di molto i costi».
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