La limpida Casa del Fascio a Como di Giuseppe Terragni, un capolavoro dell'architettura razionalista realizzato nel Ventennio, ha indotto la cultura post-bellica a tener distinto il giudizio sull'architettura dell'epoca dal giudizio sul regime mussoliniano. Generalmente assimilare l'uno all'altro è stato considerato un errore di principio anche se, nei fatti, le contaminazioni ideologiche del regime sull'arte del costruire sono state spesso pesanti.
L'attento studio di alcuni progettisti (Libera, tra i primi), ha evitato un giudizio sommario per chi non lo meritava. Tra questi architetti c'è Luigi Moretti, la cui opera va dagli anni Trenta fino ai Settanta, presente a Roma con molti lavori. Tra i più conosciuti sono la Casa delle Armi al Foro Italico e la sede della Gil (Gioventù italiana del Littorio)in via Induno, a Trastevere. Mentre un rischioso restauro sembra fermo per la prima, è in corso invece un intervento promettente nel secondo caso.
E' la Regione Lazio, proprietaria dell'edificio, a provvedere al ripristino dell'ex sede Gil. (...) Ospiterà un Centro dell'audiovisivo, ma anche mostre e iniziative culturali. Al restauro esterno (i volumi saranno liberati dagli intonaci del dopoguerra) sono già affiancate le prime demolizioni interne onde ripristinare gli ampi spazi originari. Verrà restituito alla città, come dicono gli assessori regionali, un patrimonio architettonico che stava per essere perso. L'originalità dell'operazione sta nell'utilizzo della struttura via via che viene recuperata. Da ieri, infatti, è in corso una mostra proprio sulla realizzazione (1933-37) dell'edificio, che resterà aperta per tutto il mese. (...)