'Non serve a nulla alzare le sanzioni né fare nuove leggi, quello che serve è che le leggi che ci sono vengano rispettate'. È l'appello lanciato ieri a Roma dal presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, che ha presentato la strategia dei costruttori italiani contro infortuni e morti sul lavoro da mesi al centro dell'attenzione a seguito dell'aumento di incidenti nei cantieri. Una battaglia per la sicurezza sul lavoro che le imprese italiane sembrano decise a vincere ma su cui chiedono un intervento deciso del governo, a cominciare dai controlli nei cantieri. 'Io non credo a chi dice che non ci sono i soldi per fare le ispezioni', ha spiegato Buzzetti, 'il problema è che ci sono cantieri in cui non si ha il coraggio di entrare e dove è giusto che gli ispettori siano accompagnati dalle forze dell'ordine perché non è possibile che rimangano delle sacche di illegalità'. Un problema che, secondo il presidente dell'Ance, non riguarda solo il profondo Sud ma l'intero territorio italiano, a partire dal litorale romano, dove nelle settimane scorse è stato scoperto un intero quartiere abusivo a Nettuno. Cantieri illegali che oltre a mettere a rischio la sicurezza degli operai falsano anche la concorrenza del mercato saltando a pié pari tempi e procedure previste dalla legge ma che sembrano tuttavia sempre più un'eccezione. Cifre dell'Istat alla mano, il sommerso in edilizia si assesta infatti al 10,8% del totale contro l'11,5% degli altri settori produttivi.
Secondo i dati Inail comunque gli incidenti complessivi in Italia sono diminuiti nel 2006 del 7,5% rispetto ai dodici mesi precedenti a fronte però di un aumento di quelli mortali del 2,2%. Cifra, quest'ultima, sulla quale pesano per oltre il 35% gli infortuni stradali. Incidenti alla cui origine i sindacati indicano da tempo le gare al massimo ribasso che abbattono i prezzi dei preventivi per renderli più competitivi. 'I sindacati hanno ragione a dire che i prezzi bassi spingono alcune imprese a chiudere un occhio sui subappaltatori ad esempio, ma bisogna spezzare le dinamiche che ci sono dietro', ha spiegato Buzzetti a ItaliaOggi. 'Se l'impresa non fa un tot di fatturato ogni anno le viene tolto il patentino per costruire, cercare di vincere le gare è il modo per continuare a lavorare. Tanto più che il mercato degli appalti è in restrizione da anni e oggi addirittura fermo, anche le imprese eccellenti devono scannarsi per avere i contratti'. (...)