Nel 2000 l'incontro (calcistico) tra Italia e Olanda finì ai rigori con la vittoria azzurra alle semifinali europee. Toccherà invece ai visitatori della mostra inaugurata nei giorni scorsi al Maxxi di via Guido Reni la sentenza circa la «sfida architettonica» tra i giovani progettisti dei due Paesi. In occasione del ripristino della sede storica dell'ambasciata dell'Aja in via Mercati la Direzione generale per architettura e arte contemporanee e Jan Hoekema, ambasciatore olandese, hanno organizzato un'esposizione di 10 idee progettuali (cinque per parte, un simbolico pareggio) sui temi «casa», «padiglione», «contesto», «infrastruttura», «città».
Il curatore Gabriele Mastrigli ricorda che i rapporti architettonici tra Italia e Olanda sono stati altalenanti: negli anni '80 erano gli olandesi a ispirarsi a noi, nel decennio successivo è stato il contrario mentre negli anni più recenti i giovani architetti di entrambi i Paesi si esprimono in un «comune linguaggio europeo».
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Il segreto dei progettisti è riqualificare aree degradate delle città
di Simona De Santis
Stimolare la creazione di progetti d'architettura contemporanea innovativi, capaci di migliorare la vivibilità dei centri urbani nel rispetto dell'ambiente. Questa la sfida lanciata da «Progettare l'Esistente. La responsabilità dell'architettura nella valorizzazione del patrimonio culturale italiano», l'iniziativa promossa dall'Associazione Italiana d'Architettura, dall'Università degli Studi di Perugia e dalla rivista «D'Architettura». Venti i progetti vincitori del concorso, già tutti concretamente realizzati, e presentati ieri nel Haworth Creative Center dell'Eur. (...)