Per alcuni Milano è una metropoli immobile, per altri è l'immagine del dinamismo. Di certo, la città sta cambiando. E l'architettura è al centro di questa svolta. Mostre, convegni, dibattiti registrano folta partecipazione, oltre che di «addetti ai lavori», anche di curiosi, di milanesi che han voglia di capire che cosa sta succedendo alla loro città. «Milano sta affrontando grandi trasformazioni come non succedeva dagli anni del boom - conferma l'architetto Luca Molinari, curatore della mostra che inaugura il 31 maggio allo spazio Fmg sulle «Nuove verticali a Milano» (con 3 progetti degli studi 5+1 AA, Archea associati e Boeri), nonché relatore al convegno di oggi, in Triennale, sulla «Milano che cresce».
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Al convegno «Milano che cresce» partecipano, tra gli altri, i progettisti Stefano Boeri e Marco Casamonti, oltre che lo stesso Luca Molinari. «Penso che oggi non si possa fare a meno dei grattacieli, così come non si può fare a meno delle case basse o delle piazze - afferma Boeri, ideatore di due torri al Garibaldi -. Costruire in altezza permette di risparmiare suolo. È stupido l'atteggiamento di pregiudizio a priori verso questa tipologia: ogni caso va valutato». Boeri ha rivestito le sue due torri con un bosco «in verticale»: «Novecentocinquanta alberi ricoprono le facciate, quasi un ettaro di verde che cambierà colore con il passare delle stagioni e aiuta a mantenere un clima ottimale, a differenza delle facciate in vetro, soggette a insolazione, dispersioni termiche e surriscaldamento».
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