La stazione ferroviaria di Trento è da tempo al centro dell'attenzione sia per le sue caratteristiche architettoniche sia per le potenzialità che esprime. Se da una parte ci si pone problemi relativi al restauro del moderno e di valorizzazione e conservazione del patrimonio immobiliare dall'altra non è facile mettere d'accordo le diverse esigenze. Mi riferisco, in particolare, alle esigenze della mobilità, della vivibilità e della sicurezza, combinate con la qualità architettonica che naturalmente va conservata.
Sobria ed elegante, la stazione di Trento è tra i lavori migliori di Angiolo Mazzoni, uno dei più attivi architetti del regime fascista, autore, fra le due guerre, di decine di stazioni ferroviarie e di palazzi postali in tutta la nazione. (...)
Tutto questo rende la stazione un monumento che Casa Città Laboratorio urbano di Trento vuole ri conoscere organizzando un apposito convegno che si svolgerà questo pomeriggio e nel quale Marco Mulazzani, storico dell'architettura non ché docente presso l'Università di Trento, parlerà dell'architettura ferroviaria italiana tra gli anni Trenta e gli anni Cinquanta. Massimo Martignoni, storico dell'arte e profondo conoscitore dell'architettura regionale fra le due guerre, affronterà invece l'attualità di Mazzoni, mentre Paola Pettenella, responsabile dell'archivio storico del Mart, interverrà sulla stazione di Trento nell'archivio storico Mazzoni. L'architetto Giovanni Marzari, uno fra i migliori restauratori del Moderno (suo il restauro delle scuole Crispi di Adalberto Libera) approfondirà invece il valore urbano e architettonico della stazione ferroviaria, mentre sui progetti recenti si soffermerà l'architetto Fabio Campolongo della Sovrintendenza beni architettonici. Modererà e chiuderà i lavori Alessandro Franceschini, ricercatore all'università di Trento. L'appuntamento è alle 16.30 nella sala del Falconetto di Palazzo Geremia.