Sembra una costruzione del dopoguerra. Quelle che il genio civile realizzava d'urgenza senza attenzione per l'architettura. A Castellaneta, nel nuovo ospedale, compare oltre alla modestia formale del progetto una stupida piramide di vetro che presuntuosamente ricorda un viaggio frettoloso a Parigi e alla più nota piramide del Louvre di I. M. Pei. Castellaneta ha questo come nuovo servizio sanitario e dopo tre inaugurazioni e dieci anni di lavori a ritmo incostante, ha mostrato quello che veramente non potevamo immaginare. In 15 giorni di funzionamento ha contato otto decessi. E sembra che buona parte delle morti siano da attribuire, come ormai tutti sanno, allo scambio dei condotti dove fluiscono ossigeno e azoto. Questo ha veramente dell'incredibile. Mai avremmo immaginato che buona parte delle costruzioni ospedaliere fossero in mano a collaudatori frettolosi.
Il caso Castellaneta porta con sé alcune domande. Esiste o è in corso un piano dell'edilizia sanitaria tale da garantire, non solo l'aspetto formale degli ospedali, ma anche un protocollo che riguardi le costruzioni e che protegga la salute nazionale da errori cosi gravi? Quale intenzione ha il ministro rispetto alla qualità dell'architettura e delle costruzioni dedicate alla sanità? (...)