Altre firme da raccogliere per la riforma delle professioni. Dopo la proposta di legge di iniziativa popolare del Cup, le richieste del Colap, dapprima di accelerare i tempi parlamentari, con campagna delle firme al seguito, e poi di stralciare il riconoscimento dei tributaristi dal ddl Mastella, anche il Forum delle professioni intellettuali prende la sua strada. A suon di firme, chiaramente. Con una petizione per chiedere al governo lo spostamento dell'entrata in vigore della riforma in seguito al recepimento, da parte dell'Italia, della direttiva europea sulle qualifiche professionali (la 36/2005). Altro capitolo, quindi, ma con una trama comune: i coordinamenti di rappresentanza, sia delle professioni sia delle libere associazioni, hanno deciso di andare per conto proprio. Decisi a puntare sull'appoggio degli iscritti e delle loro firme per arrivare in Parlamento con un atto di forza, messo nero su bianco. E a poco sono servite le recenti rassicurazioni avanzate dal relatore alla camera Pierluigi Mantini (Margherita), e dal vicepremier Francesco Rutelli. Il mondo delle professioni non si fida più. Tanto che persino gli avvocati europei hanno deciso di fare quadrato per combattere 'i poteri forti' (si veda altro pezzo in pagina). Ma, tornando all'iniziativa del Forum delle professioni intellettuali, coordinamento di 37 Cup provinciali e sei regionali del Nord Italia, rappresentativo di circa 800 mila professionisti, si tratta di un documento che può essere sottoscritto, entro il prossimo 30 giugno, da ogni cittadino italiano maggiorenne. Che abbia interesse, ovviamente, a rinviare l'entrata in vigore della riforma delle professioni. Per il Forum, infatti, lo slittamento è necessario perché entro il prossimo ottobre lo stato italiano dovrà recepire la cosiddetta direttiva Zappalà. Che è fonte normativa di rango superiore rispetto a quella statuale. E, a parere dei Cup del Nord Italia, prevede contenuti ben diversi rispetto al ddl Mastella. Che, quindi, se entrasse in vigore prima, entrerebbe in aperto contrasto con la normativa Ue, richiedendo una profonda revisione e provocando un sicuro ritardo che recherebbe un grave pregiudizio alle professioni italiane. La richiesta, rivolta al presidente del consiglio, ai ministri della giustizia, delle attività produttive, dello sviluppo economico e ai presidenti della commissione giustizia e attività produttive della camera, è quindi di recepire la direttiva e poi modificare il testo della riforma targata Mastella, adeguandola alla normativa europea prima del suo definitivo varo. Raccolta firme permettendo.