«La cosa che mi ha sempre molto interessato è cambiare il metodo. Cioè occuparmi una volta di un oggetto, una volta di un altro, perché credo di trovare sempre un interesse nella diversità del tema da affrontare. Questo mi pare che potrebbe essere il riassunto del concetto per far capire ai giovani ciò che ho insegnato per vent'anni al Politecnico». Ciò pensava del suo lavoro Marco Zanuso e da qui il Politecnico parte per rendere omaggio all'architetto, designer e urbanista milanese scomparso sei anni fa. Oggi nell'Aula Rogers (via Ampère 2) è in programma «Marco Zanuso: architettura, design e la costruzione del benessere», giornata di studio che punta a mettere in luce la poliedricità della sua opera. Ricerca e progetti, didattica e rapporti con la committenza: sono alcuni degli aspetti che vengono affrontati dagli studiosi. Sul tema della città pensata e progettata dall'architetto parla, in particolare, Maria Antonietta Crippa («Modernità e benessere nella Milano degli anni 50/70», ore 10) mentre Antonio Piva (ore 11.50) delinea il legame con il Piccolo Teatro di Milano, istituzione per cui Zanuso realizzò le sedi del Teatro Studio di via Rivoli e del Teatro Strehler di largo Greppi. Curioso l'intervento conclusivo (ore 16.30) con Franca Valeri che racconta gli anni del benessere e del boom economico visti con gli occhi della «Signorina snob».