Ancora una volta il Centre Pompidou, tempio della cultura e dell'arte a livello mondiale, si prende la rivincita sull'Italia e realizza per primo una mostra sui protagonisti del design «made in Italy». E successo con Ettore Sottsass nel 1994 e con Gaetano Pesce nel '95. Il 2006 è stato l'anno di Fabrica, il laboratorio di ricerca e comunicazione della Benetton. La mostra «Fabrica: Les yeux ouverts» (che inaugurerà il 4 giugno alla Triennale di Milano, fino al 15 luglio) è stata fortemente voluta da Marie-Laure Jousset, direttore del dipartimento Design del Centre Pompidou e curatore della rassegna. Le immagini, i video, le installazioni hi tech dei giovani creativi di Treviso sono rimaste in bella mostra nel forum del celebre Beaubourg di Renzo Piano nell'ottobre-novembre del 2006. E ora approdano a Milano. Con una novità rispetto a Parigi: l'appuntamento clou del 14 giugno con Al Gore, l'ex candidato alla Casa Bianca ora convinto ambientalista.
Che c'entra Al Gore con una mostra sul design?
«Il punto non è Al Gore ma Fabrica, un gruppo di creativi che vive e lavora in una città fuori dalle rotte come Treviso ma è formata da giovani di tutto il mondo con quello che io chiamo "le regard sur le monde", lo sguardo sul mondo. Hanno "les yeux ouverts". Lo si può vedere in mostra in "Colors notebook", la rivista realizzata con Reporters Sans Frontières con pagine bianche per dar voce a chi non ha voce e ritornate a Fabrica con messaggi da tutto il mondo, e progetti hi tech come "Stock exchange of visions" che ispirato agli schermi delle contrattazioni in Borsa consente di ricevere la visione del futuro di scienziati e sociologi».
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L'Italia allora ha perso un altro treno?
«Il problema è che non avete un museo di design».
Se ne sta parlando da anni a Milano.
«Ma ancora non si è fatto. Io credo che non sia nel dna dell'Italia avere un museo in compenso avete 250 musei d'azienda molto importanti. Noi abbiamo le istituzioni pubbliche voi avete Alessi, Kartell, Cassina. Ogni Paese ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli. Probabilmente un museo del design non lo farete mai ma non importa perché avete qualcos'altro di unico. L'Italia ha buone capacità imprenditoriali, persone innovative, belle aziende di famiglia, vi manca la cultura delle istituzioni pubbliche. Il problema è che nessuno va a visitare i musei privati mentre le istituzioni pubbliche hanno una grande affluenza di visitatori».
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