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«Cinque anni per cambiare il centro di Milano»

 

Grattacieli, case e verde per le aree Garibaldi-Repubblica, Varesine e Isola

Testata:
Corriere della Sera
 
Data:
31-05-2007
 
Autori:
Maurizio Giannattasio e Andrea Galli
 
 
Non chiamatela più Città della Moda. Si chiama Porta Nuova. Un progetto monstre su un'area di 260 mila metri quadrati. Anzi tre progetti in uno, visto che ieri, sono stati presentati per la prima volta unitariamente i tre progetti che cambieranno il volto dell'area dismessa - a parte l'Isola - più grande nel centro di Milano: Garibaldi-Repubblica, Varesine e Isola.
Fondazione Riccardo Catella, nel cuore dell'Isola. Alla presentazione sono presenti il sindaco Letizia Moratti, il governatore Roberto Formigoni, gli imprenditori. Ci sono anche i 25 architetti che hanno messo mano al progetto. A partire da Cesar Pelli per continuare con Lee Polisano, gli italiani Stefano Boeri e Paolo Caputo. Ci sono anche altri ospiti. Una quindicina di disobbedienti, gli stessi che hanno occupato la ex sede storica dei Ds in via Volturno, che contestano la cementificazione del quartiere. Si calmano improvvisamente quando uno di loro è invitato da Manfredi Catella, amministratore delegato di Hines Italia a parlare dal palco.
È una sfilza di numeri. Il residenziale (37 mila metri quadrati), il verde (160 mila), gli uffici (258 mila), il commerciale (11 mila), gli investimenti (2 miliardi e mezzo di euro). Di interventi: il nuovo grattacielo della Regione, la sede del Comune. Un'opera di ricucitura di tre ambiti diversi e non comunicanti. Numeri che tradotti nelle parole di Letizia Moratti significano una sola cosa: «È un progetto estremamente importante per la città perché va nella direzione della modernizzazione e della qualità della vita. Abbiamo voluto riqualificare un'area di forte degrado diffuso, dove c'erano frequenti episodi di illegalità e delinquenza». E significano altro anche per Manfredi Catella: «È stato un esercizio faticoso e difficile ma credo che alla fine ci siamo riusciti. Milano ha bisogno di un nuovo Umanesimo e in questo progetto l'uomo torna al centro». Un punto di orgoglio per il sindaco: «Il progetto Porta Nuova è stato citato anche dal Wall Street Journal ». Un passo avanti per l'internazionalizzazione della città, tema molto caro al sindaco. (...)

Cesar Pelli: intervento che renderà la città più competitiva
Architetto, lei ci vivrebbe a Milano?
«Se potessi, anche subito. È brillante. Molto brillante. Mi piace».
Qualcuno però dice che non sia all'altezza delle grandi metropoli del mondo e men che meno dell'Europa. Che cosa ne pensa?
«Guardi, la vostra città ha una grande fama. E se la merita tutta. Certo, c'è sempre da migliorare. Io inizierei dall'architettura: e qui la strada da fare è davvero lunga».
Cesar Pelli, nato nel 1926 a San Miguel de Tucumán, in Argentina, emigrato in America nel '52 e americano dal '64, una lunga, ricca e premiata carriera, è il progettista di Garibaldi-Repubblica. A ogni domanda, risponde con una premessa: una lunga, fragorosa risata. Tranne quando gli si chiede se, per caso, non siano un po' troppi gli architetti non italiani che stanno ridisegnando la città, a discapito, insomma, dei creativi di casa nostra.
Per Milano non è un problema questa presenza di tante firme straniere?
«Noi, negli Stati Uniti, siamo invasi da Renzo Piano. Non vedo il problema».
(...)

 
 
 
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