«Se oggi Goethe tornasse in Italia non supererebbe Bolzano, inorridito per lo scempio di quello che era uno dei più bei paesaggi al mondo». Così dice Paolo Pejrone - architetto di paesaggi e di giardini - organizzatore con Carlo Ossola della tappa odierna del Gran Re-tour. «Il paesaggio italiano tra natura e invenzione» è il titolo del convegno internazionale che occupa la Sala Congressi dell'Hotel San Rocco a Orta San Giulio ed è la penultima tappa del percorso pensato da Torino Capitale Mondiale del Libro con Roma sulle orme dei grandi autori che nel passato hanno visitato il Bel Paese: dopo una dozzina di città - da Siracusa a Bologna, da Genova a Milano - la carovana di intellettuali-viaggiatori si ritrova in fronte all'Isola di San Giulio, ai piedi del Sacro Monte per poi concludere il Tour a Sestrière, l'8 dicembre, con il convegno «Le generazioni e i luoghi». Quest'oggi il protagonista è invece il territorio, le sue evocazioni, il suo trasformarsi in letteratura. (...) Per Pejrone l'Italia è ogni giorno più vilipesa, più non capita: «Abbiamo sfornato generazioni di distruttori senza remore, senza nessuna sensibilità. Un esempio locale? Il Millennium Park, l'enorme parco a tema nei pressi di Ivrea. La battaglia che il Fai sta conducendo contro questo progetto dovrebbero condividerla tutti, per semplice civiltà, per puro buonsenso. Invece ogni volta che qualcuno si schiera a favore dell'ambiente pare un vezzo da intellettualoidi che non badano al benessere collettivo». Non se la passa meglio l'altro Piemonte: «Le Langhe sono Capannonia, magari c'è un bello scorcio, ma basta girare lo sguardo di 45 gradi... Torino ha un buon verde pubblico in centro, ma bisognerebbe dedicare meno risorse al cuore della città, abbandonare un approccio minuzioso e precisino per creare bei giardini in periferia: il parco Nord di Milano è un buon esempio di come il verde possa cambiare la vita dei cittadini. Le montagne sarebbero splendide se non fossero graffiate dagli infiniti impianti di risalita. Poi c'è Venaria, naturalmente, una meraviglia smodata, esagerata, nata per stupire». (...)