Cinquecentomila alberi coloreranno presto di verde le strade e i parchi di Roma. Daranno ombra nelle afose estati, abbelliranno la città, doneranno ossigeno e ridurranno le emissioni di anidride carbonica, causa d'inquinamento e surriscaldamento. Insomma, un robusto piano di riforestazione urbana quello che è stato presentato ieri dal sindaco Walter Veltroni, dall'assessore comunale all' Ambiente Dario Esposito, dal dirigente del servizio Giardini Stefano Mastrangelo e del presidente di RomaNatura Francesco Petretti. Pioppi maschi, querce, aceri e lecci, tutti arbusti di tipo mediterraneo, nell'arco di cinque anni verranno infatti piantati in diverse zone non centrali della città, ma in gran parte comprese entro il perimetro del grande raccordo anulare, e secondo diverse modalità. (...) Nell' intensificare la superficie verde, che ricopre il 68 per cento della città, e nel raddoppiare il numero di alberi (visto che a oggi se ne contano 350mila nelle aree verdi e altri 150mila nelle alberate che costeggiano le strade), il punto di partenza è il progetto di Monte Cucco, un parco di 12 ettari nella zona del Trullo che si trova all' interno della riserva naturale della Valle dei Casali. Qui, il servizio Giardini e RomaNatura, nell' ambito di "RomaperKyoto", hanno già piantato nella porzione di verde aperta al pubblico 800 alberi di 2 e 5 metri di altezza. Alle pendici di Monte Cucco, su una superficie di oltre 8 ettari sono state invece messe a dimora 9.110 piantine. Mentre sullo spartitraffico di via Isacco Newton e su via Papa Leone sono stati messi a dimora 4.743 tra alberi e arbusti. E in autunno, appena finiti i lavori nel parco del Trullo, inizierà l' opera di riforestazione del parco delle Sabine.
'Così le piante portano benessere a chi le ha vicino'
«Mi pare una notizia bellissima. Sono piante stupende e ben vengano in una città come Roma». A commentare l' iniziativa del Campidoglio di piantumare 500mila alberi tra pioppi, aceri e querce è Paolo Pejrone, architetto e paesaggista piemontese allievo di Russel Page, progettista dei giardini di Villar Perosa. A Roma ha curato il ripristino dello storico orto dei giardini di Santa Croce in Gerusalemme. Ma queste piante potrebbero davvero migliorare la qualità dell'aria che si respira a Roma? «Comunque e sempre. Hanno la capacità di eliminare la polvere e di togliere l'insolazione forte. E poi attutiscono rumori e inquinamento». (...) Ce n'è più necessità in centro o in periferia? «I centri storici più si lasciano tranquilli, meno pasticci si fanno. Non devono subire l'accanimento terapeutico degli architetti e delle amministrazioni. E poi, storicamente, non c'erano alberi nelle antiche città italiane. È meglio che il verde stia tutto intorno e renda più florida, ombrosa e fresca la nostra periferia».