Dove si nascondono i malware? Le pagine web dedicate al porno rimangono senza dubbio le più a rischio, ma la rete è piena di molti altri siti ancora più pericolosi, dai quali l'internauta dovrebbe prudentemente tenersi a debita distanza. Sono numerose anche le parole chiave a rischio che nulla hanno a che vedere con i contenuti per adulti. Proprio alle parole chiave utilizzate dagli internauti nelle loro ricerche è dedicato un elenco stilato da McAfee nel tentativo di individuare i termini prediletti dai malintenzionati per diffondere i codici malvagi in rete. I test eseguiti dalla società di sicurezza riguardano il rapporto tra le parole in questione e l'incidenza di spyware, virus, exploit, spamming, eccesso di pop-up o legami diretti con altri siti rischiosi. McAfee ha creato una scala di rischio attribuendo un colore ad ogni parola chiave: il rosso identifica un alto livello di pericolo, il giallo un livello medio e il verde indica invece termini sicuri.
PAROLE PERICOLOSE - In vetta alla classifica c'è il termine BearShare, che nel 46 per cento dei casi conduce a qualche grana. Ma sono molto pericolosi anche altri termini legati all'industria del file sharing musicale, che è coinvolta nel 19 per cento dei casi con episodi di scarsa sicurezza, contro uno scarno 9 per cento dei siti porno. Altre parole proibite sono LimeWire e Kazaa, mentre la keyword screensaver attrae 42 volte su cento i professionisti delle truffe. (...)