Tre anni per rifare il look alle Due Torri. E' stata approvata ieri dalla giunta la delibera che dà il via ai lavori di monitoraggio e di consolidamento della Garisenda e dell'Asinelli. Progetto ricco, finanziato per 1,8 milioni di euro, spalmati su tre anni, dalla Fondazione del Monte. «Partenza entro l'estate» annuncia l'assessore ai lavori pubblici Maurizio Zamboni. E promessa di un impatto soft, con ponteggi che non nasconderanno mai le Due Torri contemporaneamente. Ma non è l'unico restyling in vista. Inizieranno infatti ad agosto anche i lavori di rifacimento di sette porte storiche. La prima ad andare «sotto i ferri» sarà Porta Santo Stefano. Mentre è stata approvata la convenzione tra Comune, Hera e Ato5 per la ristrutturazione del depuratore.
Grandi opere ai nastri di partenza insomma. O ai nastri di ri-partenza. Il restyling delle Due Torri fa parte infatti di un progetto già iniziato nel 2001 e poi interrotto per l'intervento della Soprintendenza per i Beni Architettonici, che aveva richiesto ulteriori controlli sulla struttura, ora attuati. Nella prima fase sotto l'esame dei tecnici era stata la Garisenda, cui erano state applicate delle catene metalliche per il consolidamento della muratura. Ora, per il via alla seconda fase, si prevede un'opera di monitoraggio e lavori di consolidamento alle fondamenta di entrambe le torri. A partire dall'estate si comincerà con le ispezioni. «Ci saranno tecnici specializzati che saliranno sulle torri e andranno all'interno e all'esterno, a controllare mattone per mattone lo stato delle strutture» spiega Zamboni. Sarà un'opera preliminare, tesa soprattutto a installare le sonde per la rivelazione delle oscillazioni, e per verificare la tenuta delle murature esterne e interne. Poi, in autunno, via al bando pubblico per l'assegnazione dei lavori. (...)
Emiliani: "Due vecchie signore malate alle quali bisogna misurare la febbre"
L'ex Soprintendente spiega perché è necessaria un'analisi approfondita.
«Le Torri sono come due vecchie signore ammalate cui bisogna misurare la febbre». Questo, secondo l'ex Soprintendente ai beni architettonici Andrea Emiliani, il senso dell'intervento di restyling che dall'estate metterà sotto la lente di ingrandimento acciacchi e malanni della Garisenda e dell'Asinelli. Indagine a metà tra l'antico e il moderno. Con scalatori di professione che si caleranno dalla cima a scrutare mattone per mattone, teleguidati da terra con telecamere e walkie talkie. Cinture metalliche di contenimento. Sonde per la rilevazione delle vibrazioni. E un «Georadar» che «spolvererà» con impulsi elettromagnetici la superficie delle Due Torri a caccia di buchi e falle.
Archiviato il progetto di un ascensore che arrivasse fino in cima all'Asinelli - «una idea ignobile» la definisce Emiliani - le Torri hanno bisogno di un controllo sul loro stato di salute. «Sono oggetti di una fragilità e di una altezza inaudite - spiega l'ex Soprintendente - sottoposte a vibrazioni di traffico intense e costanti». Per di più, aggiunge, «su un terreno che tende a impantanarsi per la `subsidenza', dove cioè l'argilla tende a seccarsi e a perdere durezza ed elasticità». Nessun rischio crollo, per ora, «ma una verifica del loro stato è necessario. Anche perché non è mai stata fatta una analisi che andasse oltre i 5 metri di profondità».
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