Al posto delle pensiline degli ex Mercati generali, un gigantesco vuoto di tre ettari e uno scavo profondo fino a quattro metri. Invece dei 600 facchini che spostavano notte e giorno tonnellate di derrate alimentari, decine di uomini alle ruspe e ai camion. Più tre indiani che, con in testa il copricapo caratteristico dei sikh, portano alla luce le preesistenze, archeologiche e non. Così si presenta oggi il vecchio mercato annonario sull'Ostiense: una distesa di terra sulla quale sorgerà la Città dei Giovani. «La più grande operazione di recupero a Roma dal dopoguerra», come l'ha definita il sindaco Walter Veltroni.
«Nulla di rilevante è venuto finora alla luce durante i sondaggi archeologici», spiega sollevato l'assessore all'Urbanistica, Roberto Morassut, mentre uno dei 95 camion che ogni giorno portano via terra lascia stracolmo l'area del cantiere. «Intanto Rem Koolhaas porta avanti con il suo studio di architettura il progetto definitivo tenendo conto dei risultati dello scavo. Entro l'anno sarà pronto».
Le benne che a gennaio hanno iniziato a demolire i vecchi padiglioni, hanno risparmiato le tre cisterne che ora spuntano nel paesaggio come torri nel deserto, insieme con i pali di legno che servivano da pilastri. Le ruspe hanno demolito il "Nuovo padiglione ittico", nell'angolo verso la ferrovia, e della costruzione anni Cinquanta rimane un cumulo di macerie: qui sorgerà l'Arena dello sport e della cultura, un palazzetto da 6000 posti per gare sportive e concerti. Il "Vecchio padiglione ittico" dei Mercati generali, completati nel 1922, è stato invece risparmiato, insieme con le altre strutture di pregio archeologico-industriale: e sarà sede della mediateca.
«Siamo abbastanza in linea con i tempi del cronoprogramma», annuncia l'assessore Morassut. «Quando Koolhaas avrà pronto il definitivo, andrà all'approvazione della giunta comunale e, da quel momento, è previsto che in 36 mesi la Città dei giovani sarà ultimata, anche se noi ci auguriamo di poter tagliare il nastro di una parte almeno entro il 2010». (...)
Se non saltano fuori importanti testimonianze del cimitero che accompagnava la strada verso e da Ostia, non dovrebbe subire altri ritardi l'iter di costruzione del complesso per la cultura giovanile disegnato dall'architetto olandese. La macchina del cantiere potrebbe però venire inceppata dagli inquilini che non hanno ancora lasciato le vecchie strutture. (...)