Architettura e tempo libero in Italia: non solo icone per lo spettacolo, il divertimento o lo sport ma anche piazze urbane dedicate alla cultura. E sono le amministrazioni pubbliche a investire, sempre più spesso indicendo gare e concorsi di progettazione finalizzati alla realizzazione di teatri e auditorium, ma anche di biblioteche e mediateche. Le biblioteche come luoghi urbani per eccellenza in cui si incontrano dimensione individuale e collettiva; edifici senza una precisa identità riconoscibile in termini formali che si inseriscono nella città come veicoli di comunicazione, come volani per la riqualificazione dei quartieri periferici e ancora come autentici protagonisti del marketing urbano. Come è avvenuto negli ultimi vent'anni in tutt'Europa, da Berlino (Hans Scharoun) ad Amsterdam (Jo Coenen), da Parigi (Dominique Perrault) a Delft (Mecanoo) anche in Italia va crescendo l'interesse e l'impegno volto alla costruzione di nuovi centri in cui si possa aver accesso libero al sistema delle informazioni. Da Milano a Roma, con il progetto per la Beic (Biblioteca europea di informazione e cultura) aggiudicato su concorso a Bolles+Wilson, attualmente in stand by, alla biblioteca lateranense progettata da King Roselli Associati e recentemente ultimata; da Bolzano a Bari, con la biblioteca firmata da Mayr Fingerle, vincitore di un concorso a inviti del 2006, a quella connessa a una scuola progettata dallo studio romano emergente Ma0, in via di realizzazione, si vanno diffondendo i progetti per nuove biblioteche italiane. (...)