Qualità dell'architettura significa anche qualità della vita: è questa la missione di una buona scuola d'architettura», sostiene il preside vicario di Ferrara Graziano Trippa. Così, la facoltà della città estense, nata solo una quindicina di anni fa, ha fatto sin dall'inizio una scelta tradizionalista: un unico corso di laurea, di cinque anni e a numero chiuso, per un totale di 135 studenti. Ma con un occhio alla modernità. La facoltà ferrarese ha infatti di recente avviato quella che Trippa chiama una «nuova linea di lavoro» nel settore dell'energia. «Le nuove direttive ministeriali - spiega - impongono ai professionisti di costruire meglio i nuovi edifici, non solo puntando al risparmio energetico ma sviluppando al massimo l'utilizzo delle energie alternative».
È questa la principale novità di una facoltà che anche quest'anno si classifica prima tra quelle di Architettura. «Vorremmo realizzare entro breve un centro interdisciplinare dedicato ad architettura ed energia - spiega il preside Iginio di Federico - incentivando le collaborazioni tra il nostro ateneo e soggetti esterni».
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Infine, dal prossimo anno ci sarà un corso triennale in disegno industriale realizzato in collaborazione con la facoltà di Ingegneria dell'Università di Modena. «Riteniamo che un corso di tal genere - conclude Trippa - sia utile per il territorio emiliano. Il design italiano ha avuto punte di eccellenza tra gli anni Sessanta e Settanta, mentre oggi è in flessione. Ma se c'è una voce su cui l'industria italiana può essere in vantaggio rispetto alla concorrenza che arriva dall'Oriente, è proprio il valore aggiunto della progettazione integrata: concezione della macchina e immagine del prodotto insieme».