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  Monorotaia a tre passi dal cielo un sogno in diciotto fermate  

Monorotaia a tre passi dal cielo un sogno in diciotto fermate

 

Da San Martino all'aeroporto, tutti sul metrò leggero

Testata:
la Repubblica
 
Data:
27-06-2007
 
Autore:
Wanda Valli
 
 
Genova sale su un nuovo metrò. Sospeso sotto il cielo, diviso in due tratte, sostenuto da pilastri lievi nell'aspetto, con vagoni piccoli, tutti all'aria aperta, con parcheggi di interscambio. A sovrastare una città fatta di costa e di colline, a segnare la sua nuova spina dorsale, che parte dall'ospedale San Martino e arriva dritta fino all'aeroporto, passando per la Fiera del Mare, costeggiando il porto antico. E, dopo, ritorna lungo la costa, a ponente. Dovrebbe essere così la monorotaia, la metropolitana leggera, che Renzo Piano immagina per Genova, una delle idee che ha in mente per il nuovo piano regolatore, dove la città troverà forme e contenuti. La Genova del futuro, lui l'ha descritta, per immagini e suggestioni, l'altro giorno a palazzo Tursi, al suo debutto come "chief advisor", consulente capo, proprio per il piano regolatore, chiamato dalla sindaco Marta Vincenzi. Ha parlato del porto, del verde, delle colline, del sacrificio della Sopraelevata, ma non del tutto, perché della superstrada che serpeggia dalla Fiera a Sampierdarena, resterà il fascino, non l'ingombro e il rumore. Grazie alla metropolitana leggera, che la sostituirà. E aiuterà Genova "con il corpo fragile" come ha scritto Braudel e come ripete Piano, a liberarsi dall'affanno del traffico, a distendersi, a mostrarsi. Allora immaginiamolo almeno un po', questo futuro, partendo dalla monorotaia: bastano due anni per i lavori, a patto di trovare i finanziamenti.
La monorotaia passerà, ha spiegato l'architetto Piano, sul sedime, il tracciato, della Sopraelevata. Che sarà demolita a costo quasi zero, perché è una struttura piena di ferro, da rivendere per pagare l'addio alla superstrada. La monorotaia, il metrò sospeso sotto il cielo, correrà su un unico binario appoggiato a piloni leggeri, che lasceranno intatto il paesaggio, ma saranno i killer del rumore delle auto convogliate nel tunnel sotterraneo. A livello strada, il cittadino della Genova futura, troverà una torretta trasparente, involucro dell'ascensore destinato a arrivare sul binario. All'altezza delle diverse stazioni si incroceranno, con un interscambio simile a quello delle attuali funicolari, i diversi vagoni, manovrati automaticamente, senza personale. Si arriverà così da San Martino all'aeroporto, con tempi certi di percorrenza e costi ridotti. Si parte dall'ospedale, si arriva alla Fiera, passando sopra la copertura del Bisagno, in viale Brigate Partigiane, per imboccare la via dell'ex Sopraelevata, e poi lungomare Canepa, in mezzo al porto e alla Fiumara, fino all'aeroporto.
(...)
 
 
 

 

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