La Resistenza contro Sarkozy, secondo il Re dei Giardini di Francia, comincia dall'Italia. Dalla Sardegna, dal centro di Cagliari per l'esattezza, dove Gilles Clément (l'uomo che con Jean Nouvel ha inventato lo stupefacente verde del Musée du Quai Branly a Parigi) trasformerà «i resti del cantiere che doveva cancellare una delle più vaste necropoli puniche del Mediterraneo» in un «Giardino Planetario ». In quel Parco Tuvixeddu (appena presentato nell'ambito della prima Festarch e nato dalla collaborazione con il gruppo Coloco) fatto di canyon, passerelle sospese e fiumi di papaveri. Dove i resti dello scempio mancato (ovvero i piloni di cemento sopravvissuti) saranno destinati a diventare, quasi per una sorta di contrappasso, gli elementi portanti di un pergolato.
Ci sono tanti modi di fare opposizione. Clément ha scelto quello che conosce meglio, costruire giardini. Giardini unici come il Parc André Citroen o i giardini de La Défense a Parigi, il «Matisse» a Lille, il «Valloires » ad Argoules, il «Domaine» a Rayol. Giardini che si ispirano all'idea di quel «Terzo Paesaggio» (legata senza ombra di dubbio al Terzo Stato di Seyès e ben riassunta in quel suo Manifesto pubblicato in Italia da Quodlibet) che dovrebbe nascere - sempre secondo Clément - «dall'impegno politico concreto di ciascuno di noi verso tutti quei territori agricoli o industriali abbandonati dall'uomo che potrebbero invece costituire l'ambiente nel quale collocare le diversità biologiche e le future riserve della Terra».
(...) E così, invece di guardare all'Eliseo, Clément ha fatto rotta su Melle, la città di Ségoléne Royal (dove sta per inaugurare il suo primo «giardino di resistenza»), e sull'Italia (oltre che a Cagliari è in fase di definizione un suo progetto per Bergamo).
«Ho voluto prendere subito le distanze da questo governo - dice ancora Clément - perché non voglio più lavorare con le istituzioni: rischierei di apparire come un amico di Sarkozy. Il mio impegno adesso è uno solo: resistere». Per qualcuno i suoi sono soltanto «i capricci di un ambientalista impenitente, di un gauchista». Ma lui tiene a precisare: «Non mi definirei un uomo di sinistra. Sono passato dalla destra alla sinistra esclusivamente perché i sistemi politici ed economici nati dalle ideologie di destra non sono in alcun modo compatibili con il rispetto della vita, sia che si tratti di uomini, di piante o di animali». (...)