Appalto integrato, incentivi alla p.a.Progettisti uniti in Parlamento sulle modifiche al Codice De Lise
Testata:
Italia Oggi
Data:
04-07-2007
Autore:
Marco Solaia
Abolire l'appalto integrato sul progetto preliminare, premiare l'aspetto progettuale e qualitativo in fase di valutazione delle offerte, tutelare i giovani professionisti e spostare l'incentivo del 2% agli uffici tecnici sulla fase di controllo e programmazione. Sono queste le richieste avanzate ieri dai rappresentanti dei progettisti, ascoltati informalmente dalla commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della camera, presieduta da Ermete Realacci.
L'audizione, cui hanno partecipato il Consiglio nazionale degli architetti, il Consiglio nazionale degli ingegneri e l'Oice, l'associazione delle società di ingegneria, serviva alla commissione per acquisire elementi sullo schema di secondo decreto correttivo del Codice dei contratti pubblici, anche al fine della redazione del parere (relatore Tino Iannuzzi). Il presidente della commissione e il relatore hanno apprezzato e condiviso i contributi forniti e hanno evidenziato come per la disciplina dell'appalto integrato si debba trovare una soluzione equilibrata che riporti l'istituto alla sua reale e proficua funzione. Il punto è quindi quello di arrivare a una modifica dell'articolo 53 del Codice che, nel secondo decreto correttivo, non è toccato e che, così stando le cose, potrebbe entrare in vigore il 1º agosto con il (temuto dai progettisti) effetto di liberalizzazione. (...) Soddisfatto anche Massimo Gallione, vicepresidente del Cnappc (Consiglio nazionale architetti, paesaggisti, pianificatori, conservatori) 'L'interesse dimostrato dal presidente Realacci, dal relatore e dai componenti della commissione è per noi motivo di soddisfazione; abbiamo soprattutto puntato l'attenzione sui riflessi negativi che potrebbe avere l'articolo 53 nel delicato settore dei lavori pubblici e sulla possibile espulsione dal mercato di quasi due milioni fra progettisti e loro dipendenti. Inoltre abbiamo comunicato che molti altri paesi europei, come la Francia, hanno sospeso o limitato l'appalto integrato nei loro nuovi codici'. Per il vicepresidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Pietro De Felice, 'la preoccupazione è quella della qualità delle opere edili pubbliche nel momento in cui la progettazione è mortificata a livello di un servizio affidato alle imprese; allo stesso tempo è fondamentale dare anche un segnale per quel che riguarda il ruolo degli uffici tecnici degli enti pubblici, chiamati a un'azione progettuale rispetto alla quale spesso non dispongono di professionalità e di tempo, con il risultato che si toglie spazio ai liberi professionisti, mentre più produttivo saprebbe il loro ruolo in attività di programmazione controllo'. |
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