Ha finalmente un nome il progettista vincitore del concorso per l'auditorium che dovrebbe sorgere in piazzale Boschetti, al posto della stazione delle corriere. Si chiama Alberto Cecchetto, è un architetto di 57 anni e viene da Venezia. La proclamazione, «misteriosamente» rimandata dieci giorni fa, è avvenuta, a sorpresa, ieri mattina intorno alle 12 a palazzo Moroni.
IL VERDETTO - A dare l'annuncio ufficiale, nella sala comunale Bresciani-Alvarez, affacciata sul cortile pensile, c'ha pensato direttamente il presidente della giuria, l'architetto portoghese Gonçalo Byrne. Al suo fianco, facce tese ma soddisfatte, l'assessore ai Lavori Pubblici, Luisa Boldrin, i capi settore, Umberto Rovini e Paolo Castellani, e il segretario della commissione, Bruno Segato. (...)
IL PROGETTO - L'auditorium studiato dall'architetto veneziano prevede la realizzazione di una sala interrata da 1330 posti a 10 metri di profondità, con un centro congressi in superficie sospeso «a mo' di incudine tra piccoli getti d'acqua» (vetro e alluminio forato i materiali utilizzati) da 330. A fianco, a coprire parzialmente i vecchi edifici vincolati di via Trieste, dovrebbe essere realizzata una collinetta immersa nel verde, collegata con due passerelle all'argine del Piovego e al parcheggio ex Cledca, proprio di fronte a piazzale Boschetti. Da venerdì (dopodomani), fino a metà agosto, il plastico del progetto Cecchetto, insieme agli altri nove giunti alla fase finale del concorso, saranno esposti al pubblico (ingresso gratuito) al palazzo della Ragione. Questa l'équipe al completo dell'architetto veneziano: Rob Harris e Jeremy Newton (acustica); Kate Patterson, Pietro Guarisco e Carlo Serafini (impiantistica); Nello Torbol (sicurezza e antincendio); Maurizio Teora, Gabriele Del Mese e Riccardo Abello (strutture); Ignacio Perez Aral (paesaggistica); Pierluca Damin e George Ellerington (gestione).
«Un'opera a metà tra la Fenice e l'Arena di Verona»
L'intervista al progettista
«Il mio auditorium vuole collocarsi idealmente a metà tra il teatro La Fenice di Venezia e l'Arena di Verona». Ha le idee chiare il progettista vincitore del concorso per la futura casa della musica di Padova. Alberto Cecchetto, architetto veneziano di 57 anni, ha ricevuto la bella notizia al telefono, ieri mattina intorno alle 13, direttamente dall'assessore ai Lavori Pubblici, Luisa Boldrin. Nelle prossime settimane, incasserà l'assegno da 100mila euro che spetta al primo classificato della gara internazionale promossa dal Comune. Poi, si vedrà. Il suo progetto dovrà convincere fino in fondo palazzo Moroni. In primis, come ovvio, il sindaco, Flavio Zanonato. Cecchetto, da quasi trent'anni docente di Progettazione Urbana alla Facoltà di Architettura di Venezia, ha lavorato soprattutto nel Nord Est. Tra le sue realizzazioni, spiccano le Cantine di Mezzocorona (Trento), il Nuovo Terminal di Venezia, il Centro Congressi di Riva del Garda (Trento), l'Expò di Trieste, il Modacenter di Treviso e la Mensa Universitaria di Trento.
Architetto, è contento per la vittoria?
«Assolutamente sì, specialmente perché un concorso internazionale è stato vinto da un progettista italiano. Non succede molto spesso in architettura, paghiamo ancora uno scotto troppo alto nei confronti di chi viene, ad esempio, dagli Stati Uniti d'America. Dobbiamo purtroppo scontare l'inefficienza del sistema italiano, malato di provincialismo fino all'eccesso ».
(...)