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  Premio Internazionale di Architettura: "Pasquale Culotta, all'opera prima ed alla committenza" - Palermo , Colpo d'ala al Prado  

Colpo d'ala al Prado

 

L'architetto Rafael Moneo ha ampliato il museo più celebre di Spagna

Testata:
L'espresso
 
Data:
06-07-2007
 
Autore:
Cesare de Seta
 
 
Se si guarda al numero di musei che si sono inaugurati nel mondo negli ultimissimi anni c'è da restare sbalorditi. Renzo Piano ha costruito la sede della Fondation Beyler a Basilea e il Zentrum Paul Klee a Berna, Santiago Calatrava il Milwaukee Art Museum nel Wisconsin, Mario Botta il Mart a Rovereto, Frank O. Gehry, dopo il successo planetario del Guggenheim a Bilbao, ha disegnato altri musei in giro per il mondo, Herzog e de Meuron hanno costruito la Tate Modern a Londra, di Elisabeth Diller e Ricardo Scofido si è appena inaugurato l'Institute of Contemporary Art a Boston e potrei continuare la lista. Quel che salta con evidenza agli occhi è che si tratta per larghissima maggioranza di musei dedicati all'arte del nostro tempo: diciamo dal Novecento a oggi.
Perché questo accada è discorso difficile: proverò a darne una spiegazione molto semplificata, ma spero chiara. Tutti sanno che oggi nel mercato dell'arte un 'pezzo' di Joseph Beuys o di Andy Warhol viene battuto alle aste con valori maggiori, dieci-venti-trenta volte e più, di un Rubens o di un Guercino. Non intendo entrare nel merito: è così, è il mercato bellezza. Questo accade perché la variegata compagine di collezionisti pubblici e soprattutto privati hanno creato un cartello che macina milioni di dollari all'anno e che ovviamente aspira a far lievitare le quotazioni. Per far sì che questo mercato tenga nel tempo e prosperi, la consacrazione museale è lievito indispensabile: ci sono infatti istituzioni e privati disposti a investire cifre da capogiro in musei d'arte contemporanea. Così artisti che in altri tempi non sarebbero mai entrati in museo accrescono i loro valori. Invece i musei d'arte antica e moderna hanno vita grama in Europa e in America, per non dire dell'Italia, salvo ovviamente le solite eccezioni del Louvre e del Metropolitan Museum di New York.
Per questa ragione il fatto che il Museo del Prado, una delle più prestigiose e antiche istituzioni museali al mondo, abbia deciso di rinnovarsi e ampliarsi nei suoi spazi è sicuramente una novità. Forse un piccolo segno di un nuovo corso. Rafael Moneo, nato nel 1937, l'architetto più celebre di Spagna, con larga reputazione internazionale e premio Pritzker, nel 1996 vinse il concorso internazionale per l'ampliamento del Prado. L'opera di Moneo è stata appena inaugurata. (...)
Moneo ha rispettato il vecchio impianto con le storiche esposizioni delle raccolte reali, ha inglobato nel suo progetto alcuni corpi superstiti del Palacio del Buon Retiro e ha spostato tutti i servizi ausiliari (cafeteria, sala per conferenze, l'amministrazione e spazi per le esposizioni temporanee) in un corpo nuovo.
Uno dei problemi da risolvere era il legame tra il vecchio e il nuovo corpo. Moneo lo ha risolto con una galleria sotterranea: considerato il forte dislivello tra il corpo preesistente e il nuovo che s'incastra diagonalmente al vecchio, in modo da rispettare l'allineamento con la chiesa di San Jéronimo, il cui chiostro superstite del convento è stato smontato e inglobato nel nuovo edificio. Operazione delicatissima. Il processo progettuale è stato lungo, complesso e segnato da numerose contraddizioni e battute d'arresto.
(...)
 
 
 

 

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