Corsa contro il tempo sulla riforma delle professioni. I relatori alla camera, Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi, rispettivamente della commissione giustizia e attività produttive, hanno infatti poco più di una settimana di tempo per mettere a punto il testo base. Che dovrà essere esaminato giovedì prossimo, 19 luglio, in commissione. La riforma dell'ordinamento giudiziario, infatti, potrebbe bloccare tutto e far slittare l'avvio dell'esame a dopo l'estate vista l'imminenza delle vacanze estive. L'idea dei due relatori di incardinare degli emendamenti al ddl Mastella e arrivare così a un nuovo testo base prima dell'estate, corre quindi sul filo del rasoio. Ieri, intanto, si sono riunite le due commissioni in comitato ristretto, e hanno deciso, appunto, di affidare a Mantini e Chicchi la redazione di un nuovo testo base. Che terrà conto della riforma presentata dal governo, di quanto è emerso durante le audizioni e delle proposte precedenti.
«La proposta dei relatori», ha dichiarato Chicchi al termine della riunione di ieri, «farà riferimento al testo Mastella. Con alcuni emendamenti che punteranno, essenzialmente, a ridurre le deleghe. In ogni caso, sarà una legge quadro di principi, che abbraccerà tutte le professioni. Poi, per ciascuna, in merito ai principi previsti, si arriverà a provvedimenti regolamentari o leggi».
In sostanza, quindi, come annunciato da Mantini in più occasioni il mese scorso, i relatori arriveranno a una proposta unificata. Che chiarirà, innanzitutto, la questione della riduzione degli ordini. Prevista solo attraverso il criterio dell'accorpamento delle figure professionali simili. (...)
Mentre in ballo, per tariffe e pubblicità, c'è anche la possibilità di mettere un tetto al patto di quota lite per gli avvocati. (...)
Sulla comunicazione, i contenuti dei messaggi dovrebbero essere coerenti con i criteri dettati dagli ordini. Poi, le competenze delle autonomie saranno contenute agli ambiti riguardanti la valorizzazione del ruolo economico delle professioni a livello regionale e ai temi del sostegno alla formazione. Mantenendo, quindi, la potestà dello stato sul mercato dei servizi. Impedendo, così, la nascita di figure professionali regionali.
Intanto i nuovi segnali di apertura del parlamento hanno avuto l'effetto immediato di contenere l'iniziativa di raccolta delle firme a sostegno della petizione popolare del Cup. Così, accanto all'amministrazione comunale di Pescara che ha deciso di sostenere gli ordini, c'è chi porta avanti una tesi del tutto diversa. L'ultima presa di posizione arriva da Romeo La Pietra, Martino Clementi e Massimo Rocco, rispettivamente presidenti dei Cup territoriali di Udine, Trieste e Gorizia. I quali hanno preso carta e penna e scritto al coordinatore nazionale del Cup, Raffaele Sirica, per far presente «il rischio di trovarsi a settembre con un numero irrisorio di adesioni» e suggerendo come ipotesi la sospensione fino a settembre della raccolta delle firme rinviando la decisione di proseguire nell'iniziativa a dopo le valutazioni sul nuovo testo atteso dal parlamento. Ma i tre vanno oltre, e chiedono anche una indifferibile fase di chiarimento interno.