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  Semplificazione, Freyrie: finalmente superata la follia normativa degli oltre 8mila regolamenti in edilizia , La concorrenza resta un miraggio  

La concorrenza resta un miraggio

 

È del 46% l'indice di liberalizzazione delle prestazioni

Testata:
Italia Oggi
 
Data:
12-07-2007
 
Autore:
Ignazio Marino
 
 
C'è ancora molto da fare per arrivare ad una vera liberalizzazione delle professioni. Il famoso decreto Bersani del 2006 che ha eliminato le tariffe minime e i vincoli su pubblicità e società professionali ha fatto registrare solo una timida apertura alla concorrenza. Se l'anno scorso l'Italia aveva una percentuale pari al 42% di liberalizzazione dei servizi professionali, nel 2007 si è arrivati appena al 46%. È quanto emerge da uno studio dell'Istituto Bruno Leoni di Torino. Che ha messo a confronto le professioni italiane di avvocato, contabile,architetto e ingegnere con le quattro omologhe inglesi per vedere quali e quanti vincoli sono esistenti nel nostro paese.
Il dossier, che si occupa anche degli indici di liberalizzazione su elettricità, gas, telecomunicazioni, trasporti ferroviari e aerei, poste e lavoro, sarà presentato oggi a Milano (palazzo Clerici - ore 18). Appare chiaro, anche senza necessariamente arrivare alle conclusioni, che secondo il centro studi torinese c'è ancora molto è da fare. Soprattutto contro gli ordini che esisterebbero «proprio per impedire che le leggi del mercato si diffondano nel mondo delle professioni. In questo senso si possono leggere i divieti, piuttosto diffusi nei vari codici deontologici di categoria, di "illecita concorrenza" o di "accaparramento della clientela", nonché le norme draconiane in materia di pubblicità. Non si può negare», si legge nella parte finale del nono capitolo del report, «che la legge n. 248/2006 abbia mosso qualche passo nella direzione giusta e ciò spiega il miglioramento rispetto alla situazione del 2006. Ma come dimostra l'avvio di un'indagine conoscitiva da parte dell'autorità Garante della concorrenza e del mercato guidata Antonio Catricalà, non è del tutto chiaro se le novità introdotte nella scorsa estate siano state recepite nel mondo delle professioni: a oggi sembra legittimo ipotizzare una qualche forma di resistenza "silente". Ecco perché», suggerisce l'Istituto Bruno Leoni, il sistema ordinistico sarebbe da superare. Ma non è solo colpa degli ordini se la normativa, ritenuta datata, non fa passi avanti. Il fatto che la costituzione italiana si occupi di professioni è «un qualcosa di molto grave» perché introduce un fattore di rigidità per ogni eventuale modifica. (...)
 
 
 

 

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