Sicurezza e bellezzaMilano. Centrale e periferie, basta degrado
Testata:
Corriere della Sera
Data:
12-07-2007
Autore:
Maurizio De Caro
Transenne, recinzioni, telecamere, barriere e limitazioni occupano a vario titolo le pagine della cronaca. Il rapporto tra lo spazio privato, riservato, di competenza della persona singola e della piccola comunità si confronta con l'esterno, con lo spazio pubblico, col sistema dei luoghi che costituiscono l'immagine urbana del comune di Milano. Spesso quello che crea un' idea di sicurezza contrasta con l'evoluzione estetica del progetto d'architettura. Si impone una riflessione tra la paura, l'insicurezza, la percezione degli stati di pericolo e il sano rapporto tra spazio privato e luogo pubblico.
Risulta evidente che l'impegno dei progettisti deve essere rivolto ad un'integrazione tra le diverse esigenze, nella compenetrazione delle istanze della bellezza da condividere nella sicurezza da garantire. Quella che viviamo è una stagione di grandi interventi di trasformazione urbana che impongono una diversa attenzione alla progettazione. La città è cambiata, come i suoi abitanti, e cambiano velocemente i suoi spazi di riferimento, molte piazze Duomo contemporanee sorgeranno, in periferia e nelle nuove centralità milanesi (Bovisa o Bicocca vanno percepiti come nuovi centri e non come antiche periferie). Aprire gli spazi alla totale fruizione dei cittadini significa abbandonarli al rispetto del singolo ma il grado di civiltà di una comunità non dipende dal progetto di architettura perchè il degrado è un problema di ordine pubblico, prima che estetico, basta pensare alla Centrale. (...) |
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