Non il cinema che scorre sullo schermo, ma quello che dura negli anni più o meno uguale a se stesso. Non la fluidità delle immagini in movimento, ma la solidità degli edifici destinati a ospitarle. E' il cinema inteso come luogo fisico e architettonico il protagonista della mostra Buio in sala. Architettura del cinema in Toscana, allestita da oggi al 5 settembre (orario 18-24, chiusa il lunedì) nella sala cinematografica dello stabilimento Principe di Piemonte a Viareggio. Il percorso espositivo, curato da Maria Adriana Giusti e Susanna Caccia, accosta immagini, filmati originali, foto d'epoca, progetti architettonici e strumenti per la proiezione, puntando l'attenzione soprattutto sulla funzione di aggregazione sociale assolta dal cinema dalla fine del XIX secolo e sul lavoro degli architetti che nel corso del tempo si sono confrontati con la progettazione delle sale, da Gino Coppedè a Marcello Piacentini, Nello Baroni, Virgilio Marchi, Antonio Valente e Luigi Vagnetti.
Buio in sala consentirà di ripercorrere la nascita e l'evoluzione degli edifici del cinema dalla fine dell'Ottocento a oggi, scandita in quattro tappe cronologiche: dal 1896 al 1918, ovvero dall'itinerante cinématographe Lumiére alle prime sale stabili, come l'Edison di Firenze e il Salone Margherita di Livorno; dal 1919 al 1929, quando il cinema si afferma come fenomeno di massa e si consolidano le modalità architettoniche e gli apparati decorativi, come dimostrano l'Odeon di Firenze e il Supercinema di Viareggio; la fase dal 1930 al 1959, caratterizzata da un'intensificazione del fenomeno nonostante la guerra e le difficoltà del dopoguerra; infine, il periodo dal 1960 ai giorni nostri, con la progressiva trasformazione dell'edificio tradizionale in sale polifunzionali, come nel caso del Vis Pathè di Campi Bisenzio o del Planet di Grosseto. Durante il periodo della mostra sono in programma proiezioni cinematografiche e incontri con registi ed attori, mentre in chiusura, il 5 settembre, si terrà il convegno "I luoghi del cinema in Italia. Architetture del cinema per il cinema", per un'analisi del fenomeno su scala nazionale.