Lo skyline di Londra e della City ha avuto cambiamenti improvvisi e l'inserimento di progetti anomali sin dagli anni Sessanta. L'attuale skyline modifica in modo definitivo il rapporto tra l'orizzontalità, difesa come prerogativa sostanziale di Londra, e quello che poi è avvenuto, ovvero la scelta di competere per qualità e dimensione con le torri più interessanti del panorama internazionale. Stirling e Seifert hanno firmato in tempi lontani i primi edifici iconoclastici. Foster ha continuato la tradizione del moderno con la torre raffigurata nell'immaginario di molti come un proiettile. Il cambiamento della City già nel 1986 faceva discutere Cook e Banham. E sul progetto di Richard Rogers Partners, 'i Lloyd's', erano stati toccati tutti i possibili conflitti fra conservazione e avanguardia. La scelta coraggiosa dei Lloyd's fu la definitiva consacrazione di Rogers.
Ora Rogers ha completato (in anticipo) The Leadenhall Building. La torre di Foster, i Lloyd's e la nuova torre di Rogers, con un piano inclinato che la percorre dalla sommità ai piedi, costituiscono di fatto una densificazione di un'area minima che, a parte le innovazioni nel rispetto dell'ambiente e della riduzione dei consumi energetici, produce nella City un cuore nel cuore. A differenza del progetto di Foster, il rapporto con il suolo e con la città si celebra con l'ampliamento dello spazio pubblico e un migliore sistema di soleggiamento. Questo spazio determina la visione di un edificio storico quale St. Andrew Undershaft. La tipologia scelta è quella spesso presente nei progetti dello studio Rogers: grandi spazi aperti che evocano la tradizione inglese di lavorare sempre meno in piccoli uffici individuali. La struttura e i controventi, nella tradizione high-tech inglese, sono immediatamente identificabili. La forma, anche se rimanda per il taglio chiaro dei volumi a una porzione di torta, leggera e nella discontinuità con l'eterogeneo paesaggio circostante marca un nuovo territorio.