Più agevole la qualificazione alle gare di progettazione e più trasparenza nel sistema di qualificazione delle imprese di costruzioni; più qualità progettuale negli appalti integrati; norme più chiare per il dialogo competitivo e per le aste elettroniche. Sono questi alcuni dei profili innovativi contenuti nello schema di regolamento del Codice dei contratti approvato in via preliminare dal consiglio dei ministri il 13 luglio e oggi presentato al ministero delle infrastrutture nel corso di un convegno aperto anche alle opinioni degli operatori del settore. Vediamo in sintesi alcuni profili del testo sul quale si dovrà esprimere il Consiglio di stato prima dell'approvazione definitiva.
Progettazione
Oltre che sulle norme per la verifica e la validazione dei progetti (vedi ItaliaOggi del 12 luglio), aperta anche a società di ingegneria e a professionisti per le opere inferiori a 20 milioni e disciplinata nelle procedure di affidamento, il regolamento incide fortemente sulla disciplina dei requisiti per la partecipazione alle gare di progettazione. In particolare si allargano le maglie della qualificazione portando da 5 a 10 anni i requisiti sui pregressi servizi di ingegneria svolti dal concorrente e ammettendo la possibilità di calcolare nell'organico medio annuo del candidato anche i consulenti su base annua che firmino il progetto. Dal punto di vista della quantificazione dei requisiti i range di variabilità sono ridotti della metà rispetto al dpr 554/99: il fatturato globale passa a 2-4 volte (era 3-6) l'importo a base d'asta e sono dimezzati anche i paletti per la definizione dei requisiti minimi relativi ai servizi di punta.
Appalto integrato
La novità per questa disciplina viene soprattutto dalla qualificazione perché innanzitutto l'attestazione Soa (Società organismo attestazione) per progettazione e costruzione sarà rilasciata alle imprese che abbiano uno staff tecnico di progettazione composto da ingegneri e architetti, ovvero geologo per le categorie in cui è prevista la sua competenza, iscritti all'albo professionale, e da diplomati, tutti assunti a tempo indeterminato e a tempo pieno. Ma ciò non basterà perché comunque l'impresa dovrà provare il possesso dei requisiti progettuali indicati dal bando attraverso il proprio staff tecnico e, se non vi riesce, dovrà avvalersi di progettisti qualificati indicandoli in offerta o associandoli.
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