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Nuovo look per gli appalti pubblici

 

Le novità apportate dal ministero delle infrastrutture al secondo decreto correttivo del Codice

Testata:
Italia Oggi
 
Data:
27-07-2007
 
Autore:
Andrea Mascolini
 
 
Eliminazione del diritto di prelazione per il promotore di opere in project financing, minimi tariffari derogabili, risoluzione obbligatoria del contratto per violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro, valutazione delle offerte delle imprese anche sui risparmi energetici.
Sono queste alcune delle principali novità apportate dal ministero delle infrastrutture allo schema di secondo decreto correttivo del Codice dei contratti pubblici (che è oggi al consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva), dopo i pareri di camera e senato.
(...)
Un'altra questione, alquanto spinosa, da affrontare riguardava la disciplina dell'appalto integrato, viste le opposte posizioni dei progettisti e dei costruttori. I pareri delle commissioni parlamentari erano entrambi volti a ridurre l'ambito di applicazione dell'istituto liberalizzato dal Codice, sia con «paletti» di natura quantitativa (10 o 40 milioni di euro) sia con una casistica rapportata a esigenze di complessità tecnologica e impiantistica.
Il ministero, salvo novità dell'ultima ora, avrebbe invece scelto una linea più morbida rispetto a quella parlamentare limitandosi soltanto a prevedere un limite di 5,2 milioni per l'appalto integrato affidato sulla base del progetto preliminare. Per l'altra forma di appalto integrato (sul progetto definitivo) non si è ritenuto di toccare il testo attuale. Vengono invece pienamente recepite le indicazioni dei pareri parlamentari in merito al pagamento diretto del progettista da parte della stazione appaltante che potrà indicare nel bando le modalità per la corresponsione degli onorari.
Accolta anche l'indicazione delle commissioni in merito alla necessità di valutare in via prevalente gli aspetti qualitativi e di pregio tecnico delle offerte presentate negli appalti integrati, anche se sarà il regolamento a dare indicazioni più precise. Il tutto, quindi, in una ottica di valorizzazione del progetto e del ruolo dei progettisti.
Vengono integralmente recepite le condizioni del parere del senato che, seguendo quanto affermato dal Consiglio di stato, aveva chiesto l'espressa soppressione delle norme del codice che ancora prevedevano l'inderogabilità dei minimi dopo che il decreto Bersani, un anno fa, li aveva abrogati per tutte le professioni. Rimane la possibilità di determinazione dei corrispettivi in base alle tariffe e con lo sconto del 20% a favore delle amministrazioni pubbliche; su questo importo, poi, i ribassi saranno liberi.
(...)
 
 
 

 

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