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Nuovo stile Amburgo

 

Architettura

Testata:
L'espresso
 
Data:
27-07-2007
 
Autore:
Massimiliano Fuksas
 
 
Amburgo non è soltanto la città dove è in corso la più spettacolare trasformazione di un'area portuale in Europa. La città anseatica è anche luogo prediletto nei secoli dal commercio, punteggiata di piccoli o medi progetti che hanno rispecchiato nel tempo il cambiamento del gusto e dello stile. È del 1841 la costruzione della vecchia Camera di Commercio poco distante dal Rathaus (municipio) di Amburgo. Lo schema planimetrico dell'edificio era del più retorico e austero stile tardo rinascimentale. La facciata a due ordini sovrapposti, ionico e corinzio, è costituita da un vestibolo tenuto tra due 'spalle' massicce in pietra. Behnisch Architekten ha vinto il concorso nel 2003, e pensare che aveva contro seicento gruppi di architetti (confrontato anche al costo minimo di poco più di sei milioni di euro). Il concorso aveva per tema la trasformazione di questa imponente costruzione in uno spazio contemporaneo a disposizione della Camera di Commercio. Behnisch decide per una soluzione non radicale, ma di notevole intelligenza. Svuota una parte del più ampio spazio interno e costruisce, al posto delle vecchie strutture, una specie di grande mobile che occupa il vuoto prendendo le distanze dai muri esistenti. La costruzione in acciaio e vetro valorizza il sistema delle scale e dei vari piani, affacciando tutte le funzioni sul grande vuoto. Le funzioni vanno da un centro di informazione ed accoglienza, sotto le arcate del piano terra dove tra l'altro è situata la 'borsa delle assicurazioni', all'assistenza ai soci della Camera di Commercio. All'ultimo livello il ristorante con una terrazza esterna. L'immagine architettonica è di un organismo costituito da elementi di sostegno verticali in acciaio e da griglie orizzontali che garantiscono un minimo di privacy a chi lavora. I solai sono per la maggioranza a sbalzo su un grande vuoto. Il risultato finale è di un edificio nell'edificio. È un Behnisch che esce dalle sabbie mobili di un tardo decostruttivismo e si ritaglia uno spazio tra gli architetti contemporanei.
 
 
 

 

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