Solo una pausa estiva per la riforma delle professioni. Poi, da metà settembre, piede pigiato sull'acceleratore. Per arrivare all'approvazione di un testo base in tempi rapidi, visto anche l'incombere, a ottobre, del recepimento della direttiva sulle qualifiche professionali. Il 13 settembre, quindi, verrà presentata una prima bozza al comitato ristretto creato ad hoc dalle commissioni giustizia e attività produttive della camera. Poi, verranno incardinati gli eventuali emendamenti e si passerà all'approvazione. Queste, in sintesi, le novità emerse ieri alla camera, dove le commissioni giustizia e attività produttive si sono riunite per tracciare l'iter della riforma delle professioni. Che, tra l'altro, vedrà il superamento definitivo del ddl Mastella. I relatori Giuseppe Chicchi e Pierluigi Mantini, che metteranno a punto un'ipotesi di testo, infatti, hanno già pronte una quindicina di modifiche sostanziali al disegno di legge governativo. Forti dell'appoggio della maggioranza e di parte dell'opposizione parlamentare. (...)
». Per quanto riguarda, invece, i punti che scardineranno il ddl Mastella, restano quelli annunciati da Mantini il mese scorso. E cioè, innanzitutto, il chiarimento sulla questione della riduzione degli ordini. Verrà eliminata la delega in bianco, e sarà previsto invece il criterio dell'accorpamento delle figure professionali simili. Ci sarà poi il riconoscimento delle libere associazioni, prevedendo a regime la laurea triennale anche nel settore tributario. A detta di Mantini, poi, dovrebbe essere precisata meglio anche la questione del tirocinio, che per alcune professioni non sarà limitato a 12 mesi. Mentre in ballo, per tariffe e pubblicità, c'è anche la possibilità di mettere un tetto al patto di quota lite per gli avvocati. Facendo valere le norme del Testo unico sugli appalti per i minimi tariffari nella progettazione e nei concorsi di opere pubbliche. Sulla comunicazione, i contenuti dei messaggi dovrebbero essere coerenti con i criteri dettati dagli ordini. Poi, le competenze delle autonomie saranno contenute agli ambiti riguardanti la valorizzazione del ruolo economico delle professioni a livello regionale e ai temi del sostegno alla formazione. Mantenendo, quindi, la potestà dello stato sul mercato dei servizi. Impedendo, così, la nascita di figure professionali regionali.