Il Codice appalti cambia ancora una volta, in extremis. Il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva il secondo decreto correttivo del Dlgs 163/2006 che è atteso in «Gazzetta» entro il 31 luglio, in modo da evitare un'altra proroga delle norme sospese. Sull'appalto integrato Di Pietro ha trattato fino all'ultimo momento in Consiglio dei ministri. In ogni caso i progettisti riceveranno il compenso direttamente dalla stazione appaltante. Novità significative anche per il project financing: innanzitutto viene introdotto il prezzo di restituzione per opere che non si ripagano entro la concessione e che lo Stato deve versare al concessionario uscente. Ma soprattutto il decreto cancella la tanto controversa prelazione riconosciuta al promotore. Un vantaggio giudicato insostituibile dai costruttori, ma sul quale gravava una procedura di infrazione di Bruxelles. Accolta così la richiesta del Consiglio di Stato e del Senato. Gli arbitrati tornano alle vecchie tariffe calmierate contenute nel Dm 398/2000.
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