La rinuncia a realizzare il parcheggio del Nuovo Salario, progettato da Ian+ a seguito di un concorso vinto, rappresenta l'ennesima sconcertante sconfitta dell'architettura nel nostro Paese. È una vicenda emblematica che riassume molte "depravazioni" del modo di operare in tema di opere pubbliche nel nostro Paese.
Tempi assurdi che intercorrono tra l'esito del concorso e lo sviluppo delle successive fasi di progettazione e realizzazione (per Ian+ sono passati sei anni), opere messe a concorso senza nessuna certezza del quadro preliminare (finanziamenti, quadro normativo, compatibilità con altri programmi di trasformazione ecc.) labirinti procedurali, ricorso all'appalto integrato. In questo quadro a nulla, proprio a nulla servono le grandi opere firmate realizzate in questi anni nelle nostre città. Ha ragione Luca Garofalo: il nostro problema è nella assoluta indifferenza per la qualità diffusa, per le opere distribuite nel territorio, nelle periferie urbane, le sole che possono realmente innalzare il livello di qualità della vita dei cittadini. (...)
In particolare esiste una generazione, la mia, di architetti italiani quarantenni colpevolmente silenziosa sul fronte del quadro normativo: un quadro che incide pesantemente sulla possibilità di realizzare opere di qualità. (...)
Da maggio 2006 in Italia si sta scrivendo un Codice degli appalti che investe direttamente e pesantemente la progettazione. Assistiamo ancora una volta al prevalere di una cultura legislativa che tende a marginalizzare il progetto all'interno del processo produttivo in edilizia: lo si considera un mero "servizio" e non un'opera di ingegno, si frantumano le fasi di progettazione affidandole a soggetti diversi, si continua ad assegnare prioritariamente alle pubbliche amministrazione il compito di redigere i progetti e non, come sarebbe opportuno, di svolgere al meglio funzioni di programmazione e di controllo, si liberalizza la pratica dell'appalto integrato estendendolo al definitivo, si svilisce, di fatto, la pratica dei concorsi. (...)
Ian+ non avrebbe dovuto "digerire" la minaccia dell'appalto integrato se ci fosse stato un codice che vieta il ricorso a tale procedura in caso di opere come il parcheggio del Nuovo Salario (a proposito: al di là delle questioni di principio qualcuno dovrebbe interrogarsi sul perché gli architetti sono terrorizzati dall'ipotesi di uno sviluppo della progettazione esecutiva affidata all'impresa). Possiamo decidere tutti di andar via da Roma, o dall'Italia oppure possiamo cercare di impegnarci per cambiare le regole.