Pausa di riflessione per i professionisti. E in attesa di capire se la montagna partorirà un topolino. Già, perchè, dopo le rassicurazioni da parte dei due relatori di maggioranza, Pierluigi Mantini e Giuseppe Chicchi, ordini e associazioni hanno in qualche modo attenuato le loro preoccupazioni. Il testo unico, che sarà presentato a metà settembre, infatti, sembra aver rallentato la corsa degli iscritti agli ordini al banchetto per firmare la petizione popolare del Cup. Complice anche la pausa estiva. Nel caso delle associazioni, poi, si è valutato che la raccolta delle firme a favore del ddl Mastella non era la strada migliore. Quel che pare certo è che i professionisti, sul discorso riforma, sembrano molto meno agguerriti rispetto a qualche mese fa. Prova ne è il fatto che, a due mesi dal via dell'iniziativa, mancano ancora dei dati di riferimento per la raccolta delle firme del Cup. «Per ora c'è carenza di dati», ha spiegato infatti il coordinatore dell'iniziativa, Pietro De Paola (geologi), «la raccolta continua al piccolo trotto. I comitati sono attivi ma, come c'era da aspettarsi, in questi giorni estivi c'è stato un rallentamento. Per valutare i primi dati bisognerà aspettare la seconda metà di agosto». Ricordiamo che il dibattito sull'iniziativa è stato molto vivo all'interno dello stesso Cup. Se infatti, ddl Mastella alla mano, il Coordinamento che riunisce le professioni si è schierato compatto a favore della presentazione di un testo alternativo di iniziativa popolare in parlamento. Dopo il cambio di rotta delle commissioni giustizia e attività produttive le cose, di fatto, sono cambiate. (...)