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  Onorari , Caro ministro meno leggi più controlli  

Caro ministro meno leggi più controlli

 
Testata:
La Stampa
 
Data:
21-08-2007
 
Autore:
Carlo Federico Grosso
 
 
Ad Amalfi c'è stato il crollo a mare di una terrazza abusiva ed è nuova emergenza-notizia. Dopo le violenze alle donne, il bullismo nelle scuole, i ragazzini violentati, i preti pedofili, i magistrati buonisti, l'attenzione massmediatica si è ancora una volta spostata. Questa volta sono gli abusi edilizi che hanno sconciato l'Italia. Sono stati però necessari un morto e otto feriti, di cui alcuni gravi, perché la notizia prorompesse. Speriamo che questa volta, passata la buriana, non torni a calare il silenzio.
Il ministro dell'Ambiente, di fronte al disastro, ieri è stato drastico e ha cercato di tranquillizzare. Per il futuro ha prospettato un processo penale per direttissima e la demolizione immediata delle costruzioni abusive. Benissimo, per carità, chi non sottoscriverebbe?
(...) Scrivere le leggi è tuttavia relativamente facile; più difficile, molte volte, è garantire le condizioni della loro applicazione. Non vorrei che, ancora una volta, ci si trovi di fronte a un inganno.
Il problema della tutela del paesaggio e dell'ambiente è vitale. Non è d'altronde, ovviamente, soltanto problema di abusivismo, perché anche nel rispetto delle regole, se esse non sono adeguate, si possono realizzare gli scempi. Il Paese è infatti zeppo di brutture legali realizzate a causa dell'ignoranza o della connivenza di amministratori locali interessati all'utile immediato piuttosto che alla salvaguardia delle ricchezze naturali. Chi agisce diversamente, e cerca di salvarle, è sovente oggetto di attacchi esiziali per la durata della sua esistenza politica. Con buona pace del buon governo.
E allora, ben venga una legislazione che, proteggendo l'ambiente in sé, indipendentemente da specifiche violazioni amministrative, predisponga una tutela incisiva del bene. Ben venga una disciplina che sottragga agli enti locali poteri di decisione che essi, per il livello culturale dei loro amministratori o per interessi di paese, non sono molte volte in grado di gestire decentemente. Si sottoponga il territorio al controllo di organismi regionali, di sovrintendenti statali o, eventualmente, di autorità indipendenti appositamente predisposte. Si prevedano pure sanzioni penali forti. Purché le procedure di applicazione siano, peraltro, altrettanto forti.
Ma per dare forza alle procedure occorre essere meno garantisti, concedere poco alle difese, essere duri e determinati, avere, se necessario, la voglia di decidere sulla testa di cittadini e comunità, anche se protestano. Sarà d'accordo, il ministro, su queste condizioni? Se non lo fosse o, in ogni caso, non fosse in grado di spiegare come pensa di assicurare concretamente, con azioni di governo, l'effettività delle nuove regole di cui ci ha parlato con tanta fiducia, molti finiranno per pensare che abbia parlato, in realtà, del nulla.

 
 
 

 

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