Siamo tutti ambientalisti. Improvvisamente, tra le mode dell'ultima ora, scoppia quella dell'attenzione all' ecologia e all'ambiente. Ci si azzuffa per una borsa rigorosamente non in plastica, le marmellate si comprano solo se inscatolate dai bambini del terzo mondo e le creme per il viso non si vendono se non sono naturali. Il 90 per cento degli italiani è convinto che la difesa dell'ambiente è una priorità fondamentale. Questo almeno in apparenza. In realtà la sostanza lascia ancora a desiderare. (...) Lo dimostra chiaramente una ricerca di McCann Erickson che indaga sulle nuove sensibilità per l'ambiente e sui comportamenti dei consumatori. La nuova ecologia, sintetizzano gli esperti, è a singhiozzi. Almeno se si eccettua un ristretto gruppo (il 16 per cento) di eco victims. Loro, i nuovi paladini del verde, hanno fatto della salvezza della Terra una filosofia di vita. Spesso abbandonano le grandi metropoli per vivere in contatto con la natura, limitano i consumi, utilizzano fonti d'energia rinnovabili, danno la precedenza ai materiali riciclati e s'impegnano in modo quasi ossessivo nella ricerca dei rifiuti. Ben più diffusi sono gli eco labili (56 per cento) che vivono la loro giornata in una perenne contraddizione ambientalista. Magari vanno al lavoro in bicicletta ma poi non badano al riciclaggio.
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Anche nel 2007 però, c'è chi l'ambiente non vuole neanche sentirlo nominare: l'esercito degli irriducibili no eco (11 per cento). Non hanno atteggiamenti corretti e sono anche un po' infastiditi da tutto quest'attivismo che li circonda. Sbuffano di fronte a chi li accusa d'inquinare il mondo e vanno dritti per la loro strada anti-ambientalista. Il gruppetto più sparuto, infine, è quello degli eco activist (3 per cento). "Sono ben lontani da atteggiamenti alla Greenpeace", conclude Rallo, "ma occasionalmente partecipano alla giornata della raccolta dei rifiuti, dimostrano contro le petroliere e s'impegnano in prima persona". La conseguenza di questo panorama eterogeneo è che il mercato impazzisce pur di soddisfare le nuove fasce di mercato e per proporre prodotti che siano attraenti per tutti. Tra le ultime manie, anche la bellezza diventa ecologicamente corretta. Il cibo non è da meno. Gli italiani vogliono prodotti privi di pesticidi e fertilizzanti chimici e, prima di acquistare, leggono le etichette come fossero il Vangelo. Ma il vero boom è nel fashion. La moda si fa bella nel rispetto dell'ambiente. (...) L' ultima mania è la bio architettura. Architetti e designer costruiscono tentando di conciliare comfort ed ecologia. Finiti i tempi dei villaggi turistici è molto più alla page andare in un eco resort e le cinque stelle funzionano esclusivamente se non inquinano.