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La nuova Torino

 

Sviluppo urbano a Palazzo Civico nasce una commissione speciale sull'area nord

Testata:
La Stampa
 
Data:
26-08-2007
 
Autore:
Emanuela Minucci
 
 
Basse di Stura come l'isola di Staten a New York, dove i rifiuti si sono trasformati in attrazione turistica. Di più: l'area Nord come nuova Spina (dorsale) della città. Inedito motore di sviluppo nato sulle ceneri della discarica che scandirà il futuro della Torino del secondo millennio, ma secondo qualcuno di buona parte del Nord-Ovest.
E' questa la sfida. Quattro milioni di metri quadri che durante gli ultimi cinquant'anni sono stati, come scrivono i sociologi, «il cassonetto dello sviluppo d'Italia» (qui arrivavano le scorie delle Grandi fabbriche, prima fra tutte la Fiat) e che sono rimasti l'ultima zona franca su cui poter costruire occasioni di rilancio a tutto campo. «L'occasione è irripetibile - annuncia il capogruppo dell'Ulivo Andrea Giorgis - non possiamo permetterci di perdere nemmeno un istante. Pena la perdita anche dei finanziamenti Ue per un sito di rilevanza ambientale e anche quelli del governo».
Ecco il motivo per cui a partire da settembre nascerà uno spazio fisso in cui parlare almeno ogni due settimane della «rivoluzione di Basse di Stura»: «Trasformeremo la seconda commissione in appuntamento fisso dedicato a questa trasformazione urbanistica» spiega il capogruppo. Lo slogan di questa trasformazione potrebbe essere: laddove c'era l'erba (della collina dei rifiuti) nascerà una nuova città. A fornire massicce suggestioni sul migliore dei futuri possibili per quei 4 milioni di metri quadri compresi fra corso Giulio Cesare, Lungo Stura Lazio e strada di Settimo, saranno qualcosa come 8 mila architetti. Sono i professionisti che arriveranno sotto la Mole per il congresso mondiale del 2008: come argomento centrale del loro incontro hanno scelto «Basse di Stura, la sfida del futuro». Un futuro il cui orologio cambierà ritmo (tassativamente) a partire dalla fine del 2009 quando dovrà a tutti i costi chiudere quella discarica che è la seconda per dimensioni in Italia e accoglie ogni giorno 2300 tonnellate di immondizia. «Sì, l'area Nord costituisce davvero l'ultima, vera grande scommessa per la città - commenta l'assessore al Verde Roberto Tricarico - al pari della grande rivoluzione consentita dall'interramento del trincerone ferroviario voluto dal piano regolatore firmato Cagnardi e Gregotti». Continua: «Questo è il sito che è stato scelto per i grandi festeggiamenti del 2011, ma non possiamo permetterci di trasformarla una seconda Italia '61: ecco perché dobbiamo lavorare sodo sia perché sull'area di Basse di Stura non nascano gusci destinati a restare vuoti sia perché anche nella vicina area Borsetto si compiano le scelte giuste». Non una semplice cerniera fra Torino e i Comuni limitrofi come Settimo o Borgaro: Basse di Stura deve trovare un'idea vincente. E deve farlo in fretta: tempo un anno e addio finanziamenti.

Appuntamento nel 2008
Ottantamila architetti a convegno per riprogettare 4 milioni di metri
Riccardo Bedrone, presidente dell'Ordine degli Architetti della Provincia di Torino, presiederà tra meno di un anno il ventitreesimo Congresso mondiale degli Architetti. L'evento (che si terrà dal 29 giugno al 3 luglio 2008) accenderà su Torino i riflettori di un'attenzione planetaria. «Ci incontreremo a Torino con esperti italiani e stranieri, in tutto un centinaio di invitati, che si pronunceranno in merito alla fattibilità del progetto che prevede il recupero di Basse di Stura e la trasformazione di quella zona a dir poco degradata in un'area all'avanguardia dal punto di vista della sostenibilità e dell'eco-compatibilità ambientale» spiega Bedrone. L'idea è maturata nel corso degli ultimi mesi, e ha coinvolto l'Ordine degli Architetti, sei assessorati della Città, uno della Regione, altri tre della Provincia, poi naturalmente il Politecnico, e anche il Collegio Costruttori, e City: tutti uniti per trasformare Basse di Stura in un'area modello.

 
 
 

 

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