Alcuni (gli architetti, soprattutto) lo definiscono un «capolavoro del design moderno e internazionale».
Altri (gli studenti) lo guardano perplessi, «certo che è gigantesco». Altri ancora, i residenti di viale Bligny, non sanno se esultare per la rivalutazione delle loro case o gridare allo scempio urbanistico. In ogni caso, il nuovo mastodontico edificio costruito dalla Bocconi là dove una volta c'era il deposito della Sgea fa decisamente discutere. Ottantamila metri quadrati di superficie lorda (quarantamila interrati), sei piani fuori terra, un'aula maga da mille posti.
Ecco il nuovo centro congressi A. Sac.
disegnato per la Bocconi da Yvonne Farrel e Shelley MacNamara dello studio irlandese Grafton. I ponteggi sono stati tolti, la struttura in pietra grigia risalta come un corpo estraneo tra le case di ringhiera. «Ma manca ancora il giardino di fronte alla facciata», fanno sapere dall'ateneo. L'inaugurazione è prevista entro il 2007: nel nuovo edificio saranno sistemati i dipartimenti e gli uffici dei professori. Il parcheggio sotterraneo sarà a disposizione dei milanesi. «Ora - dicono i commercianti della zona - bisogna solo abituarsi alla novità».