Questa città intasata, degradata, inquinata, scenario della fretta, dell'indifferenza o, peggio, della trascuratezza, per due settimane si appresta a svelare alcuni suoi segreti. Ci invita a vederla in modo diverso, a guardarla, finalmente. Perfino ad amarla. A far da «levatrice» è l'ultima manifestazione di Bè, ovvero l'undicesima edizione di «Danza Urbana», (dal 1 al 15 settembre) festival nato nel 1997 da un gruppo di studenti e giovani laureati del Dams, cresciuto grazie a una passione che nessuna difficoltà ha frenato.
Massimo Carosi, il direttore artistico, lo spiega bene: «Questo festival cerca di lasciare un segno nella città, trasformando i luoghi urbani in cui opera in parte attiva della creazione, mutando il quotidiano in spazio sorprendente. Anche se lavoriamo sull'innovazione e sulla creazione contemporanea, il nostro obiettivo è avvicinare il grande pubblico alla danza portando la danza nei luoghi pubblici».
Quest'anno la ricerca degli ambienti è andata a confrontarsi con il comune di San Lazzaro di Savena, intenzionato ad allargare gli spazi dedicati alla ricerca coreografica, ma soprattutto con l'assessorato all'urbanistica della nostra città. Alcuni dei siti prescelti rientrano tra quelli su cui è puntata l'attenzione del Piano strutturale comunale. (...)