Bersani sulle professioni non mollaPasso di carica sulle liberalizzazioni. Puntando sulle deleghe
Testata:
Italia Oggi
Data:
31-08-2007
Autore:
Ignazio Marino
Bersani ritorna alla carica delle professioni. «Le liberalizzazioni? Ancora dobbiamo iniziare». Basterebbe solo questa sua affermazione per fare andare di traverso il rientro dalle vacanze dei professionisti e dei rispettivi rappresentanti di categoria. Ma il ministro per lo sviluppo economico va oltre. Perché se fino a oggi è intervenuto poco o nulla sull'iter del disegno di legge Mastella, ancorato in commissione giustizia della camera e in fase di restyling prima di sottoporlo all'aula, per l'autunno vorrebbe sfruttare «le interessanti deleghe contenute nel ddl del guardasigilli per intervenire in maniera efficace». E promette lotta dura senza paura.
È stato lo stesso Pierluigi Bersani, in visita a Milano per la Festa dell'Unità, dove ha parlato del futuro Partito democratico, a spiegare che solo con lo strumento dei decreti delegati si potrà fare una riforma delle professioni e continuare a liberalizzare. «A luglio del 2006», ha confidato il ministro a ItaliaOggi, «abbiamo cominciato a schiodare qualche punto. Adesso in parlamento c'è una legge sulle professioni molto interessante che potrà dare nuove possibilità alle nuove generazioni. Sto parlando del ddl Mastella che, se ben gestito, può dar luogo a dei decreti delegati molto efficaci (si veda tabella, ndr). Il nocciolo della questione è difendere questa impostazione e non indebolirla durante la discussione parlamentare. Temi così specifici», continua, «non possono essere affrontati senza un quadro di deleghe. Poi si tratta di vedere quali sono i criteri e gli indirizzi. Altrimenti il rischio di non farne nulla della riforma è molto alto». (...) Su un aspetto, però, Bersani non ha problemi: gli ordini non saranno aboliti anche se l'articolo 4 del ddl governativo prevede in certi casi l'accorpamento di professioni simili e in altri la trasformazione in associazioni. «Non parlerei di abolizione di ordini. Piuttosto che fare una battaglia astratta fra «ordine sì» oppure «ordine no», parlerei di un uno nuovo modo di intendere questa istituzione: più funzionale e più moderna. Certamente ci sono dei meccanismi di esclusiva che oggi non sono più proponibili. Come non lo sono le barriere all'ingresso. Io concepisco le politiche sulla qualificazione e la valorizzazione delle professioni, a cominciare dall'apertura alle nuove generazioni. Se siamo tutti convinti su questi aspetti dobbiamo procedere tutti insieme. Perché», conclude, «rendere più moderne le professioni non è un problema solo di Bersani». |
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