Chi esercita abusivamente una professione risponde alla Corte dei conti. Con la conseguente attivazione di giudizio di responsabilità amministativo-contabile nei suoi confronti, se gli illeciti posti in essere si incardinano in un rapporto professionale con una pubblica amministrazione. Non solo. A carito dell'abusivo potrà essere attivata anche la richiesta per danno all'immagine della pubblica amministrazione se la condotta posta in essere dal soggetto possa aver dato luogo a una minor credibilità e prestigio della stessa p.a.
È quanto ha messo nero su bianco la sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la regione Lombardia nel testo dell'interessante sentenza n.412/2007 (su www.corteconti.it) con la quale ha fatto luce sui profili di responsabilità amministrativo-contabili che sorgono in capo a un soggetto che, esercitando abusivamente la professione di geometra, ha ricevuto dei compensi da parte di un ente locale. I fatti oggetto della sentenza in osservazione nascono da una denuncia effettuata da un comune nella quale si evidenziava che il direttore dei lavori per la realizzazione di un edificio scolastico non fosse in possesso dell'iscrizione all'albo professionale dei geometri e che per poter ottenere tale qualifica avesse prodotto documenti in tal senso rivelatisi dei falsi. In breve, come indicato dalla Procura della Corte dei conti pell'atto di citazione in giudizio, «otteneva compensi per i lavori eseguiti in dipendenza di un rapporto di servizio senza valido titolo abilitativo, inducendo in errore in tal modo l'ente locale». (...)