Il Congresso nazionale, che si svolge con cadenza annuale da più di 50 anni (quello di quest'anno è il 52°), rappresenta per gli Ordini degli ingegneri d'Italia un momento di confronto sui più importanti temi professionali e di analisi sulle prospettive future.
Si tratta di un evento a carattere culturale e scientifico che impegnerà i numerosi congressisti (circa settecento partecipanti in rappresentanza di tutti gli Ordini italiani) nel dibattito su grandi temi di attualità politica, sociale e professionale.
Il tema del congresso (Ambiente, sicurezza, energia. L'ingegnere per lo sviluppo del paese) affronta infatti argomenti di grande interesse non solo per gli addetti ai lavori e per i mezzi di informazione, ma anche per l'intera opinione pubblica.
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Ma il Congresso, anche e soprattutto, sarà occasione di riflessione sui temi che in questo momento stanno a cuore agli ingegneri ed a tutti i professionisti: le liberalizzazioni e la riforma delle professioni.
È trascorso poco più di un anno da quando il ministro Bersani ha avviato il processo di liberalizzazione che così grande preoccupazione ha innescato in molte categorie di lavoratori.
Se i principi ispiratori del sistema di liberalizzazione vanno sicuramente condivisi, molte perplessità hanno invece suscitato la metodologia adottata dal governo (nessuna consultazione preventiva) e l'incertezza normativa scaturita dal provvedimento per i professionisti che operano nel settore delle opere pubbliche.
A parte la confusione determinata dalla sovrapposizione di norme con il quasi contemporaneo Codice degli appalti, l'eliminazione delle tariffe minime, senza meccanismi di controllo delle offerte anomale (come invece avviene per gli affidamenti dei lavori alle imprese), ha prodotto negli affidamenti degli incarichi professionali situazioni abnormi, con ribassi elevatissimi non giustificabili e conseguente grave pregiudizio non solo per i professionisti stessi, ma soprattutto per la sicurezza della collettività.
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Un'altra importante problematica che sarà dibattuta è quella della riforma delle professioni che tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi venti anni hanno sempre promesso, ma mai realizzato.
In questi mesi il Cup nazionale e le professioni che vi aderiscono hanno avviato la raccolta delle firme per la presentazione del disegno di legge di iniziativa popolare. Nel contempo le commissioni parlamentari stanno esaminando i vari disegni di legge già presentati (Mastella, Vietti-Mantini). Tutti assicurano che a breve si dovrebbe trovare un'intesa complessiva trasversale che possa finalmente produrre norme efficaci e condivise. La presenza ad Agrigento di quasi tutti i parlamentari che si sono da sempre occupati di questi temi (Lo Presti, Mantini, Siliquini, Vietti ecc.) consentirà di verificare se le possibilità di ottenere la riforma nel corso di questa legislatura sono concrete o meno. In definitiva avremo l'occasione di verificare direttamente la possibilità di riconquistare un ruolo nei processi decisionali che determineranno le linee di sviluppo della nostra professione.
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Renato Buscaglia, comitato organizzatore del Congresso, già consigliere segretario del Cni