Un nuovo piano per la sostenibilità di Inarcassa. Il progetto è stato sottoposto al Comitato nazionale dei delegati e sarà discusso nei prossimi mesi. Aumento dei contributi ed eliminazione di alcuni privilegi sono solo alcuni interventi-base allo studio. La strategia è quella di assicurare i futuri livelli pensionistici, restando nell'ambito del sistema retributivo, e al tempo stesso garantire l'equilibrio del sistema, con l'obiettivo di coniugare il concetto di sostenibilità con quello di adeguatezza delle pensioni. Sempre pensando al futuro dei giovani, inoltre, Inarcassa ha allo studio un progetto per costituire un fondo di previdenza complementare di categoria, in modo da assicurare la seconda gamba pensionistica anche ai suoi professionisti, sprovvisti del «trattamento di fine rapporto» che dovrebbe invece far decollare a breve le pensioni complementari per i lavoratori dipendenti. In un momento in cui molto si parla di sostenibilità (a breve arriverà il decreto interministeriale che dà attuazione alla Finanziaria circa i nuovi criteri di valutazione della sostenibilità bei bilanci degli enti nel medio e lungo periodo), Inarcassa si porta avanti con un suo progetto. Che guarda soprattutto alle nuove leve. Del resto, se la cassa ha chiuso il bilancio del 2006 con oltre 415 milioni di euro (per l'esattezza 415.401.357 euro) di avanzo economico, nell'ultimo quinquennio ha più che raddoppiato l'utile conseguito, e può contare su un patrimonio netto che ha raggiunto la quota di oltre 3,7 miliardi di euro, con un incremento del 65% negli ultimi cinque anni e del 12,4% rispetto al 2005, deve buona parte del suo successo anche al grande apporto dei giovani iscritti.
«Le importanti performance che caratterizzano la nostra Cassa sono fortemente influenzate dal numero e dalla composizione anagrafica dei nostri 131.095 associati», spiega il presidente di Inarcassa, Paola Muratorio.
Nel 2006 il 49% degli architetti e il 47% degli ingegneri, praticamente un associato su due, aveva meno di 40 anni, mentre degli 8.431 nuovi professionisti che si sono iscritti nel corso dell'anno, l'84% presentava un'età inferiore ai 35 anni. E l'effetto combinato del costante afflusso di giovani e del modesto tasso di crescita di professionisti in pensione (1,8%) permette a Inarcassa di avere un rapporto iscritti/pensionati, pari a 11,2, aumentato rispetto al 2006 (era 10,7) e il migliore tra gli enti previdenziali privatizzati di maggiori dimensioni. Sul fronte dei proventi istituzionali, l'exploit di nuove iscrizioni si fa sentire con un risultato che, tra entrate e sanzioni contributive, ha superato i 600 milioni di euro (603.895.000), con un aumento del 14,2% rispetto al 2005. (...)