Dimenticare Pertini. Pochi architetti come Aldo Rossi hanno dovuto convivere nell'ultima parte della loro vita con un'opera discutibile (o mal compresa) quale fu il monumento eretto in ricordo del presidente della Repubblica in largo Croce Rossa angolo via Manzoni.
Ma in realtà Aldo Rossi di cui ora ricorre il decennale dalla morte fu uno dei Maestri del XX secolo dell'architettura italiana e internazionale, un docente universitario di grande fascino, un autore di libri e di saggi su cui si sono formate più generazioni. Come testimonianza della sua opera nella nostra città basterà ricordare l'unità residenziale del quartiere Gallaratese, l'hotel Duca d'Aosta, l'ampliamento dell'aeroporto di Linate.
(...) Tutte le sue opere hanno contribuito a fargli vincere il Pritzker Prize nel 199O e altri importanti riconoscimenti.
Nato nel 1931 a Milano passò la sua vita tra il capoluogo lombardo e New York fino a ottenere la cattedra al Politecnico sia a Milano che a Venezia. Insegnò a Zurigo anche, alla Yale, alla Harvard e Cranbook. Mori nel 1997 a causa di un incidente stradale. Marco Brandolisio che gli ha lavorato accanto per anni nello studio di Santa Maria alla Porta al n.9, sostiene che la sua architettura andava di pari passo con la storia e la città. «Memoria civile ed edificio erano visti come testimoni di un'"umana presenza". Ne usciva un linguaggio fatto di reperti dove memoria e citazioni avevano una continuità sposandosi all'architettura moderna i cui fondamenti tecnici non erano basati sul post-modernismo. Rossi detestava questo termine che non riteneva proprio». (...)
La Triennale presto ricorderà oltre l'architetto anche il design.