Alla vigilia dell'ultimatum per la demolizione della Stecca degli artigiani, Milly Moratti lancia un'ipotesi urbanistica alternativa per l'area Garibaldi-Repubblica. La fondazione Chiamamilano, di cui Milly Moratti è presidente, propone di ottenere il doppio dei metri quadrati di verde e, soprattutto, di ricostruire gli edifici della Stecca, ormai ridotti a un ultimo baluardo dove resiste una sezione di Rifondazione comunista. Sfrattata dal Comune, ha deciso di rimanere fino a che, lunedì, non si procederà con lo sgombero.
Quando ormai i progetti sono stati approvati dal consiglio comunale e il cantiere avviato, Chiamamilano prova quindi a rimettere le carte in gioco. E lo fa con una proposta che «dimostra come pur mantenendo le volumetrie previste, il futuro dell'Isola potrebbe essere più verde, più piacevole per occhi e per polmoni», spiega Milly Moratti. Ci sono 150mila metri quadrati di parco, pari all'estensione dei Giardini Pubblici, percorsi ciclabili dalla Martesana a Porta Venezia e la ricostruzione integrale della Stecca. Perché il progetto attuale di riqualificazione della zona è «frastagliato, non rispetta i parametri per il verde pubblico e i servizi e non propone una visione organica dell'area», dicono Michele Sacerdoti, storico animatore dei comitati per l'Isola, e l'architetto Jacopo Gardella. L'idea è riportare tutto a dimensione uomo: palazzi che non superano i cento metri di altezza, architetture meno stravaganti, percorsi pedonali nel verde (una parte del parco è pensata come un giardino pensile, a sei metri di altezza), strade interrate e sottopassi. (...)